Giovane imprenditrice ternana chiude il negozio e si reinventa ad un passo dal sogno: “Non mollo e riparto”. Obiettivo 2021

Il racconto di Alessia Ligorio in procinto di trasferire la propria attività in un locale più grande per dare spazio alla propria creatività. Il Coronavirus ha fermato le sue ambizioni ma non il desiderio di ripartire

foto negozio

Trasformare la propria passione in lavoro è un po' il sogno di ognuno. Per riuscire nell’intento ci vuole sacrificio, determinazione anche e soprattutto quando l’imponderabile si mette di mezzo. In questo caso l’emergenza sanitaria, legata alla diffusione del Coronavirus, ha letteralmente paralizzato il settore delle cerimonie coinvolgendo, ad effetto domino, tutti i professionisti che vi lavorano. La giovane imprenditrice Alessia Ligorio di ‘Madame Ligorì’ stava per compiere il grande passo ossia trasferirsi in un altro locale per poter dare spazio ulteriore alla propria creatività. E’ stata costretta a chiudere, seppur temporaneamente, quello in cui svolge l'attività di attesa di auspicate novità sul fronte sanitario e della sicurezza.

“Ho sempre lavorato in mezzo alla gente tra locali e ristoranti per poi iscrivermi all’accademia di moda a Roma. La grande passione per il design, i tessuti le stoffe, ereditata in famiglia, ha rappresentato la motivazione principale nell’aprire un locale di gusto rétro con abiti su misura.

L’obiettivo era creare un negozio che a Terni non c’era, un’attività pronto moda e sartoriale di nicchia e contestualmente alla portata di tutti. Così è andata e tre anni fa ho iniziato tale percorso improntato verso un abbigliamento da cerimonia: comunioni, cresime, diciottesimi, matrimoni, lauree per citare alcuni esempi. Da lì mi sono creata una fetta di mercato anche mediante la comunicazione social, passaparola e cartellonistica. A mano a mano sono arrivati anche clienti fuori città.

Il sogno frenato dalla pandemia e la ripartenza

“Avevo tutto prenotato dalle stoffe agli abiti ordinati. Volevo fare il grande salto e, al tal proposito, versato la caparra per un locale con un’altra sala adibita per la sposa. Dopo due giorni avrei dovuto firmare il contratto. E’ arrivata la pandemia e tutto si è azzerato. Il primo mese è sorta un pizzico di depressione ma poi, a partire da aprile, mi sono reinventata. Dopo aver pubblicato sui canali social delle mascherine con abiti abbinati è partita questa nuova avventura. Una produzione su misura per i bambini, con elastici regolabili utilizzando anche delle stampe in collaborazione con un’amica del Copione”.

Un piccolo grande vantaggio: “Al negozio avevo le stoffe che in quel periodo non si trovavano. Ne ho prodotte tantissime per piccini e grandi. Ad esempio aziende e professionisti del settore come estetiche, parrucchiere, ristoranti, bar, studi dentistici, autolavaggi. Studio il modello migliore possibile adattabile sui visi. Devono essere resistenti perché lavabili, stirabili su un cartamodello concertato con un gruppo di sarte. Contestualmente ho dovuto chiudere il negozio poiché avevo delle spese fisse da onorare in un contesto di blocco totale delle cerimonie. Le caparra del nuovo negozio mi è stata restituita, il proprietario è stato gentilissimo”.

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Futuro e speranze

“Sto aprendo una e-commerce per proseguire temporaneamente con le vendite online. L’imperativo è non mollare anche se è fondamentale restare con i piedi per terra. Non voglio indebitarmi ed essere corretta con tutti”. Durante la seconda metà del mese di maggio Alessia ha avuto un’idea che ha suscitato notevole consenso prima di chiudere il negozio ‘fisico’. “Ho venduto i capi depurati all’80%. Non ci ho ripreso quanto pagati ma, comunque, tirato su un gruzzoletto che mi ha permesso di pagare tutto prima della chiusura. Sono stati dieci giorni intensissimi. Ci sono state persone che hanno comprato vestiti per il prossimo anno. Se a gennaio 2021 riaprirò - afferma Alessia - potrò farlo in modo pulito. Sono saltati 50 mila matrimoni in Italia. Sono tutti molto preoccupati soprattutto in questo settore che abbraccia virtualmente tante attività collaterali. Ho amici fiorai che fanno le consegne a domicilio gratuita. Chi si occupa di animazione - conclude - ad esempio che portano direttamente a casa i palloncini per le feste". 

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