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Giove, un consigliere di minoranza sotto accusa: "Mi sono connesso al protocollo dal pc dell'ex sindaco per farmi aiutare"

Giallo durante l'ultimo consiglio comunale di Giove. Il sindaco mette sotto accusa un consigliere di minoranza che si è fatto aiutare dall'ex sindaco per districarsi nel portale del protocollo. Morresi: "Fatto grave, come anche accedere agli uffici senza la presenza dei dipendenti"

Il dubbio che ci fosse qualcosa che non quadrasse era balzato agli occhi di alcuni memebri della maggioranza del consiglio comunale di Giove. L'antefatto riguarda un post pubblicato su Facebook da parte dell'ex sindaco del borgo dell'amerino, Alvaro Parca. Si tratta di un attacco alla giunta Morresi che, secondo l'ex primo cittadino, avrebbe risolto un sinistro già in essere e respinto durante la precedente amministrazione, risolto, a detta dell'ex sindaco, con una conciliazione "brevi manu" con la parte offesa.

Una circostanza che si dimostrerà poi assolutamente infondata ma che ha acceso una lampadina fra i membri della nuova amministrazione: come ha fatto l'ex sindaco a sapere che c'era in atto, questo sì, un nuovo tentativo di risoluzione della pratica tuttavia ancora non perfezionata?

A spiegare i risvolti della vicenda è l'assessore alle politiche sociali, Beatrice Bernardini, durante l'ultimo consiglio comunale del 29 dicembre 2020. Da avvocato, la Bernardini fa presente ai colleghi consiglieri che la vicenda da "curiosa" stava generando notevoli preoccupazioni proprio in forza del fatto che il contenuto di alcuni atti riservati venivano resi pubblici da persone non autorizzate: "I consiglieri comunali - osserva Bernardini - hanno diritto alla consultazione degli atti all'interno del protocollo senza, però, divulgarne il contenuto ad altri. In questa vicenda sussistono delle fattispecie penali". A mettere il carico è il sindaco, Marco Morresi, che denuncia un altro comportamento, ritenuto inopportuno, da parte di un consigliere dell'opposizione entrato senza permesso nell'ufficio di un dipendente comunale momentaneamente assente, usando, per altro, la linea telefonica interna. 

Per Morresi questo è "Un altro fatto molto grave per due motivi: il primo perché l'azione di controllo della minoranza è molto aggressiva e queste invasioni di campo vanno oltre in consentito. La seconda, forse anche più importante - osserva Morresi -, è che negli uffici comunali vengono depositati dati estremamente sensibili ai quali nessun membro esterno può avere accesso, nemmeno i consiglieri di minoranza".

Circostanze che, secondo il sindaco, dovranno essere necessariamente denunciate alle autorità competenti: "Crediamo sia un atto dovuto e lo faremo per due motivi - spiega Morresi -. Il primo ha ache fare con la privacy dei cittadini che dobbiamo tutelare oltre ogni ragionevole dubbio. Il secondo, forse paradossale, è per tutelare la nostra amministrazione da eventuali futuri attacchi della stessa minoranza che potrebbe accusarci di non aver fatto abbastanza per proteggere i dati sensibili dei giovesi". 

"Sono io il consigliere che state accusando. Ho agito ingenuamente"

Prima di proseguire con l'ordine del giorno del consiglio comunale, chiede di intervenire il capogruppo di minoranza ed ex assessore giovese, Maurizio Cerioni, che riporta la sua versione dei fatti: "Come membri della minoranza abbiamo diritto, e dovere, di avere accesso agli atti e so bene che siamo tenuti alla segretezza. Intanto, il consigliere di cui state parlando sono io. Per quanto riguarda l'accusa di aver avuto accesso agli uffici, posso dire come sono andate le cose".

Cerioni racconta che stava esercitando la sua funzione di consigliere di opposizione in comune, ed era alla ricerca di alcuni dati relativi alle attività del consiglio comunale: "Avevo scambiato una battuta con il presidente del consiglio e abbiamo concordato che dovessi chiedere direttamente a un dipendente. In comune c'erano due ragazze del servizio civile. Volevo chiamare questo impigato e non avendo un ufficio di riferimento, ho provato a farlo dal telefono della sala consiliare, senza successo. Quindi mi sono recato negli uffici. Non c'era nessun impiegato ma erano comunque aperti. Così ho deciso di entrare e provare a chiamare il dipendente comunale da uno di questi". Per Cerioni non si configurerebbe nessuna scorrettezza, come invece rimarcato dal sindaco che sottolineava come l'atto del consigliere fosse irrispettoso del lavoro dei dipendenti e della privacy dei cittadini. "Certamente è stata una leggerezza - osserva Cerioni - ma l'ho fatto in totale trasparenza. Certo, voi non mi conoscete e potreste pensare che mi sono introdotto per carpire dati. Una accusa decisamente pesante, non pensate?"

Poi il capogruppo di minoranza risponde in merito alla questione relativa all'accesso al protocollo online. "Noi abbiamo ricevuto una password dopo un mese dalla nostra richiesta. Personalmente ho sempre usato pochissimo il protocollo perché non avendo un ufficio interno al palazzo comunale, non ho mai avuto la necessità di accedere da qui. Mi sono permesso di chiedere aiuto all'ex sindaco, Alvaro Parca, quindi mi sono connesso al suo pc senza però cedere la password" (errata corrige del gruppo di minoranza, ndr)". 

Un brusìo interrompe le argonementazioni di Cerioni. "Quindi parliamo di un comportamento perfettamente ingenuo, no?", chiede dubbioso il sindaco Morresi. "Certo - risponde Cerioni -, ingenuo perché l'ho fatto in perfetta buona fede. Mi sono fatto aiutare da Parca perché è un perfetto conoscitore del sistema informatico e mi sono fatto spiegare come funziona. Ora, se voi ritenete di dover denunciare questo mio comportamento, fatelo pure. Ripeto, forse avrei dovuto prestare maggiore cautela, è vero".

Poi però Cerioni riporta la questione sulla difficoltà oggettiva di fare opposizione a causa dei ritardi nel caricamento delle delibere nell'albo pretorio: "Abbiamo un evidente disagio a studiare gli atti per tempo. Ad esempio, una delibera in discussione durante questo consiglio è stata approvata un mese fa. Mettetevi nei nostri panni e in quelli dei cittadini che hanno bisogno di trasparenza. Questo è. Poi agite come volete, io ho le spalle grandi". 

Qualche passaggio della replica di Cerioni, però, non quadra alla segretaria comunale che interviene per far presente all'ex assessore che il modus operandi vigente è in essere da anni e che c'è sempe uno scarto di tempo "fisiologico" nel caricamento delle dlibere all'interno dell'albo pretorio. Ferma restando, invece, la riservatezza di alcuni atti del protocollo ai quali non possono avere accesso i cittadini esterni all'amministrazione, men che meno divulgati. 

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