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Terni, la testimonianza di una mamma: “Nessun mezzo privato grande dotato di pedana per trasportare in gita un bimbo con disabilità”

La solidarietà ricevuta da genitori, dall’autista e dalla scuola per consentire al ragazzo di trascorrere la giornata con i compagni

Un momento atteso da tutti gli studenti, dove la condivisione è un elemento preponderante e fa sempre la differenza. Alla nostra redazione di www.ternitoday.it è giunta la segnalazione di una mamma, la signora Giada che non si è abbattuta alle difficoltà logistiche, inizialmente poste in essere. “Nei mesi scorsi – racconta – la scuola aveva organizzato una gita a Bevagna per due classi della prima media. Purtroppo le criticità si sono accertate nel momento di noleggiare un bus privato. Quattro giorni prima della partenza, avvenuta proprio stamattina – giovedì 16 maggio – ci è stato detto che occorreva utilizzare un secondo mezzo, più piccolo, per poter disporre della pedana necessaria per far salire a bordo mio figlio con disabilità.”

Il motivo?: “Non ci sono mezzi privati grandi che dispongono della pedana. Pertanto mi sono adoperata contattando tutte le aziende della città e la risposta è stata sempre la medesima. Non sussiste obbligatorietà nel detenere tale dotazione aggiuntiva”. A quel punto la mamma ha fatto presente al ragazzo che non avrebbe avuto la possibilità di poter viaggiare con tutti gli altri compagni: “Ne potevano salire tre di studenti sul mezzo aggiuntivo. La risposta è stata immediata. Il suo desiderio era quello di non rovinare il momento più bello della gita ai compagni che lo avrebbero seguito”. L’opzione del bus ‘piccolo’ è stata dunque scartata.

Cosa è accaduto nel corso della mattinata: “La scuola è dotata di ben tre operatori che ci hanno supportato. Ho riscontrato dall’istituto massima solidarietà, così come dai genitori e dell’autista che li ha portati a Bevagna. Sull’autobus è salito anche mio figlio, nonostante tutte le problematiche e le assunzioni di responsabilità dovute”. Il giovane alunno ha così vissuto appieno la giornata, in compagnia degli altri amici. “Nel 2024 – la constatazione – non è possibile convivere con un problema del genere. Ringrazio per la solidarietà tutti coloro i quali si sono adoperati per consentire a mio figlio di poter essere presente e godere della gita”.    

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