Gli Studios di Papigno tornano al Comune ma la 'vita non è più bella': lo scontro prosegue davanti al giudice

L'ufficiale giudiziario riconsegna le chiavi dei capannoni a Palazzo Spada e a ottobre si terrà la nuova udienza che vede uno contro l'altro il Comune e l'Istituto Luce-Cinecittà. C'è da quantificare il danno oltre alle modalità di sgombero dell'area. Le idee ci sono, dice Giuli, ma prima bisogna uscire da questa annosa vicenda legale

La vicenda è ormai una telenovela che dura da anni. Si tratta dell'annoso contenzioso tra Comune e società 'Istituto LuceCinecittà' relativamente agli Studios di Papigno dove vennero girati film tra cui il premiato Oscar 'La vita è bella' di Roberto Benigni. Non è si mai arrivati a una transazione per cui ora la società cinematografica, che aveva i locali in locazione, tramite l'ufficiale giudiziario ha riconsegnato le chiavi dell'area al proprietario, ovvero il Comune. L’amministrazione aveva fatto notificare lo sfratto a Cineccità per inadempienze contrattuali. Allo stesso tempo i tecnici di palazzo Spada hanno effettuato una valutazione dello stato dell’arte degli immobili di Papigno, arrivando alla conclusione della presenza di numerosi danni e situazioni di degrado all’interno dello spazio che conta più di diecimila metri quadrati di capannone, con alcune zone da tantissimi anni inutilizzate. A quel punto il giudice ha nominato un perito. Ora, in attesa della prossima udienza di fine ottobre, le chiavi tornano al Comune che dovrà decidere come procedere in attesa degli sviluppi giudiziari. "Al momento non ci sono le condizioni per prendere decisioni su quest'area - spiega il vicesindaco Andrea Giuli - essendoci di mezzo un iter giudiziario. Le idee ci sono e tante, in linea ovviamente alla vocazione turistico-culturale-sportiva della zona che abbraccia l'intera area della cascata delle Marrnore, ma - precisa - fino a quando non si risolve la questione legale e non si trova un accordo o una possibile soluzione sarà difficle riuscire a ragionare in concreto. A meno che - conclude con ironia - non arrivi lo sceicco del Quatar con un sacco di soldi e allora magari..". Se ne riparla a fine ottobre.

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