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Il carcere di Sabbione è devastato da infiltrazioni e perdite di acqua: "Aiutateci a lavorare con dignità"

Il grido di allarme del sindacato degli agenti penitenzieri (Sarap) che denuncia le gravi carenze strutturali del carcere: "Siamo circondati da acqua piovana. Aiutateci a ristabilire la salubrità degli ambienti"

Piove sul bagnato al carcere di Sabbione. Non è bastata l'emergenza covid che ha colpito duramente decine di detenuti o l'annosa questione del personale penitenziario ridotto all'osse e le continue aggressioni fisiche e psicologiche subite dai penitenzieri.

Ultima in ordine di tempo, la situazione strutturale del carcere, messo ko dalle piogge torrenziali degli ultimi giorni. A parlare è il segretario nazionale del Sarap (sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria), Roberto Esposito, che fa il punto sulle criticità dell'edificio si Sabbione.

"Come sindacato siamo chiamati ad intervenire per la situazione strutturale che affligge l'istituto penitenziario ternano inaugurato nel 1992, e giunto ai massimi livelli di infiltrazione delle acque piovane, soprattutto al padiglione media sicurezza - inaugurato nel 2014 - emblema della disastrosa condizione" Esposito spiega che le infiltrazioni d'acqua "sono presenti nelle camere detentive, nelle zone di transito di tutta la struttura, nelle aree degli impianti elettrici, idraulici. Anche i riscaldamenti sono carenti e fatiscenti, al punto che le richieste di manutenzione sono quotidiane".

Una richiesta, l'ennesima, accorata e urgente per ristabilire un livello di salubrità minimo nel rispetto della dignità tanto degli agenti quanto dei detenuti.

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