Il cibo non è più tabù per i malati di diabete, a pranzo ora si festeggia

L'iniziativa dell'Associazione diabetici di Terni in collaborazione con la Asl e l'istituto alberghiero Casagrande

Un momento del pranzo al ristorante didattico dell'istituto alberghiero

A Natale pranzi e cene degli auguri sono una felice tradizione ma non per tutti possono essere qualcosa di scontato e sereno. Figuriamoci per chi del cibo fa quasi un tabù come i malati di diabete. E invece l'iniziativa dell'Associazione diabetici di Terni ha voluto rompere gli schemi e grazie alla collaborazione con la Asl Umbria 2 e l'istituto alberghiero Casagrande ha messo a punto un menù per poter festeggiare a tavola l'attività di un anno. 

Tortelloni con broccoli olio prezzemolo e salsa di limone, arista cotta a bassa temperatura con salsa sesano cipolla e spezie varie, involtini di verdure, mousse di cioccolata con salta di frutta tricolore. Questo il menù preparato e servito dai ragazzi del ristorante didattico dell'istituto alberghiero. Un pasto completo e soprattutto composto dagli "incubi" dei diabetici, ovvero i demonizzati carboidrati e il dolce. Come è possibile?

"Il pranzo - dicono dall'associazione - vuole lanciare il messaggio che durante le feste, così come in generale nella vita di tutti i giorni, si può mangiare, l'importante è farlo consapevolmente. Il passaggio è da un registro quantitativo a uno qualitativo e non riguarda solo chi ha il diabete. Il menù è il frutto di un lavoro congiunto tra la dietista della diabetologia e i professori referenti della istituto alberghiero che ha accolto la nostra proposta con estremo interesse e sensibilità, non solo con l’idea di  costruire connessioni con il territorio, ma anche con l’obiettivo di fornire spunti formativi agli studenti che riflettano concretamente le questione che un domani, da professionisti, potrebbero incontrare. Essere consapevoli di questioni come indice glicemico, impatto glicemico, bilanciamento degli alimenti, conta dei carboidrati può rappresentare uno strumento aggiuntivo e non solo per chi ha il diabete".

L'iniziativa arriva a conclusione di un primo step di lavoro che ha visto coinvolte persone con diagnosi di diabete mellito di tipo II , fortemente legato alla gestione dell'alimentazione ed all'adozione di uno stile di vita sano. L'associazione, in collaborazione con l'unità di diabetologia dell'Asl Umbria 2 di cui il responsabile è il dottor Massimo Bracaccia, ha costruito percorsi psico-educazionali in cui le varie figure del team diabetologico - diabetologo, infermiera e dietista - supportato da un professionista psicologo messo a disposizione dall'associazione, ha lavorato con gruppi di pazienti con l’obiettivo di migliorare la gestione del diabete e attraversare i cambiamenti che esso comporta.

"Parallelamente, sempre con l'obiettivo di creare in collaborazione con il team diabetologico, percorsi assistenziali sempre più rispondenti alle necessità di chi vive direttamente la patologia - dicono - è stata proposta ad un'altra parte dei partecipanti la possibilità di intensificare le visite ambulatoriali, ogni 3 mesi con l'idea di monitorare da un punto di vista medico/infermieristico e psicologico l'andamento nella gestione del diabete. Questa attività è l'ultima di una lunga serie che da anni l'unità diabetologica di via Bramante, in collaborazione con le associazioni del territorio, porta avanti da anni: percorsi di educazione terapeutica  di gruppo rivolti a persone con diabete di tipo1, e di tipo 2, familiari. Il tutto per favorire una migliore qualità della vita delle persone con diabete ed una compliance  al trattamento".

E così l'idea del pranzo rappresenta, oltre che un momento celebrativo e di condivisione del team “allargato” rappresenta un modo per facilitare il passaggio da una dimensione teorica ad una pratica. "Il limite nell'alimentazione - spiegano dall'associazione . può infatti essere vissuto in maniera frustrante e, generalizzando, può tradursi o in una mancata attenzione o, al contrario, in un'attenzione ossessiva, molto controllante del pasto. Il momento delle feste, in particolare, proprio per la sospensione delle quotidiani abitudini, rappresenta un periodo complesso in cui questi due posizioni possono essere ancora più radicalizzarsi. Ci si può abbuffare compulsivamente, o, al contrario, evitare tutte i pranzi e le situazioni di festeggiamento che ruotano attorno al cibo". Ma ora ogni tabù è stato abbattuto. 

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