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"Il nuovo piano sanitario regionale rimetta al centro il capitale umano". La proposta di Coccetta (sindacato medici Cimo)

Per il dott. Coccetta, segretario umbro del sindacato medici Cimo, la ripartenza post pandemica della sanità umbra deve rimettere al centro i professionisti e la funzionalità della rete ospedaliera

"Il post pandemia è una occasione per riportare all'attenzione del nuovo piano sanitario regionale, il grande capitale umano di cui la sanità umbra dispone e accelerare una maggiore funzionalità della rete ospedaliera".

Torna a farsi sentire il dott. Marco Coccetta, medico del Santa Maria di Terni e segretario regionale del sindacato di categoria Cimo, che riporta il focus dell'attenzione sulla qualità dei professionisti delle aziende ospedaliere e sanitarie umbre che, tuttavia, deve poter essere sostenuta da politiche mirate a una maggiore funzionalità organizzativa. 

"Nonostante la dotazione medica, prima della pandemia, si attestasse sotto le 300 unità mediche, siamo riusciti a tenere l'urto delle'emergenza sanitaria. Dati Censis mettono in rilievo come l'87 per cento dei cittadini italiani riponga piena fiudcia nei medici. Ecco - osserva Coccetta - a fronte di questi dati auspichiamo un nuovo dialogo con la direzione sanitaria che spero porti a un ripensamento generale del Servizio sanitario regionale.

Per ripartire con un nuovo modello, quinidi, non c'è altra strada che investire sul capitale umano. Non da ultima - conclude - la riorganizzazione della rete ospedialiera che deve ruotare attorno alle due aziende di Perugia e Terni senza accavallamenti di competenze". 

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