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Il pranzo della comunione finisce in tribunale: “Manca il rollè di vitello, ti denuncio”

La cliente di un ristorante di Terni passa alle carte bollate per il pezzo di carne e chiede un risarcimento. Il ristoratore: “Incredibile, clima sempre più esasperato”

Un rollè di vitello che va di traverso e rovina il pranzo di una comunione. Finisce con una denuncia tra una cliente e un ristoratore ternano: il tutto per il pezzo di carne che, secondo la donna, era stato inserito nel menù, pagato, e poi non servito. Niente di tutto questo, replica invece il ristoratore, perché il rollè era inserito in un piatto che era stato servito. Fatto sta che la cliente ha scelto le vie legali per risolvere la questione. 

Succede a Terni, in un ristorante della periferia. Il titolare del locale si è visto recapitare nei giorni scorsi una raccomandata scritta da un legale. Lettera in cui la donna, cliente del ristorante pochi giorni prima per il pranzo della comunione di suo figlio, lamentava il fatto che il rollè di vitello “non veniva servito”. Una mancanza presa come un affronto, evidentemente, dalla donna. Mancanza che però lo stesso titolare del locale, sui propri profili Facebook, respinge al mittente: “Il rollè era all’interno di un unico piatto e per questo non è stato visto”.

Situazione curiosa? Non solo, forse anche emblematica di un clima che coinvolge ristoratori, clienti e dipendenti, forse troppo esasperato soprattutto in questa fase di riaperture. “Il clima spesso diventa sempre più teso con alcuni clienti. Penso sia giusto - ci scherza su il titolare del locale - che ora la magistratura italiana in un momento così bello per la nostra Italia e per la nostra vita mi condanni ad una pena esemplare sia a me che al rollè di vitello e se avanza qualche anno, anche alla parmigiana di melanzane”.    

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