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Martedì, 25 Gennaio 2022
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Messa, catechismo e attività parrocchiali in tempo di Covid: ecco le novità della Cei per le diocesi

Consigliato l’uso della mascherina Ffp2 e niente attività per chi è in sorveglianza con testing. La segreteria generale: consigliamo prudenza, senso di responsabilità e rispetto delle indicazioni

“Consci della situazione generale, raccomandiamo a tutti prudenza, senso di responsabilità e rispetto delle indicazioni utili a contenere l’epidemia”.

La segreteria generale della Cei, Conferenza episcopale italiana, ha inoltrato a diocesi e sacerdoti alcuni “suggerimenti” relativi a strumenti di contrasto alla diffusione dell’emergenza sanitaria da Covid19. Non si tratta di “regole” ma di accorgimenti che – in qualche modo – ricalcano gli aggiornamenti normativi introdotti dagli ultimi tre decreti legge del 24 e 30 dicembre e dello scorso 7 gennaio.

Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche, la Cei sottolinea che “non è richiesto il green pass, ma si continua a osservare quanto previsto dal protocollo Cei-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del comitato tecnico-scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote. Occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie) dopo ogni celebrazione. Circa le mascherine, il protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni”.

Anche per il catechismo, la Chiesa si adegua alle ultime modifiche normative, specificando che “le disposizioni circa il tracciamento scolastico prevedono, in alcuni casi, la sorveglianza con testing: a seguito di contatto stretto in ambito scolastico, studenti e docenti non vengono posti immediatamente in quarantena ma devono sottoporsi a tampone il prima possibile e nuovamente cinque giorni dopo. Le indicazioni del ministero della salute sconsigliano la partecipazione ad attività extrascolastiche durante tale periodo, tra il primo e il secondo tampone. Pertanto, chi è sottoposto a sorveglianza con testing non potrà partecipare al catechismo, pur risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo”.

Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori) è “vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina Ffp2. Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina sia raccomandata. Può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine Ffp2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata”.

Mascherine Ffp2 il cui utilizzo, infine, viene consigliato “per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici”.

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