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Domenica, 16 Giugno 2024
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Inizia la scuola ma l’autobus non c’è: “Studenti assenti per mancanza del servizio di trasporto pubblico”

L’orario “invernale” di Busitalia comincia il 13 settembre anche se molte scuole hanno già avviato le lezioni. Disagi per i ragazzi di Melezzole, frazione di Montecchio, e non solo. Il sindaco Federico Gori: “Servizi basilari sempre più tagliati nei piccoli borghi solo perché non abbastanza fruttuosi in termini economici”

La campanella “ufficiale” per le scuole dell’Umbria suonerà domani, 13 settembre. Ma molti istituti, dagli asili fino alle superiori, hanno già fatto iniziare le lezioni. “E per il secondo anno, alcuni studenti si troveranno a dover giustificare le assenze con causale mancanza del servizio di trasporto pubblico”.

Succede a Melezzole, frazione del Comune di Montecchio, dove non è ancora ripartito il servizio del trasporto scolastico. Ma accade anche in altre realtà – come ad esempio Amelia - più o meno grandi e per le frazioni di città come Terni. Il problema sta nel fatto che Busitalia farà partire l’orario invernale – che coincide con il calendario scolastico – dalla giornata di domani. E quindi, molti collegamenti non sono stati attivi in questi due giorni di scuola.

A sollevare la questione è Federico Gori, sindaco di Montecchio: “Per il secondo anno consecutivo, nei piccoli centri abitati, e in questo caso mi riferisco al borgo di Melezzole, il servizio di trasporto scolastico non è ancora ripartito nonostante in alcuni istituti le lezioni siano già riprese. La questione è ancora più grave se si pensa che l’abbonamento sottoscritto ogni anno dagli studenti ha durata annuale (1 settembre-31 agosto) e viene pagato come tale, ma il servizio è garantito nei soli giorni indicati come ‘scolastici’ dal calendario regionale e di conseguenza sospeso dal giorno seguente la fine delle lezioni ordinarie. Per corsi estivi, recuperi o anche il più classico esame di maturità è la famiglia a doversi far carico del trasporto dello studente pur avendo già, teoricamente, provveduto al pagamento dello stesso servizio di trasporto”.

Se però durante l’estate si è instaurata una sorta di “pace” tra gli utenti di un servizio che non c’è e chi dovrebbe garantirlo, questo appare come “non tollerabile” quando invece quello stesso servizio si rende necessario.

“La responsabilità – dice il sindaco – è della Regione Umbria che dovrebbe invece fare in modo di garantire questi servizi. I piccoli borghi, tanto elogiati in questi ultimi tempi, si vedono sempre più spesso negare dei servizi basilari solo perché non abbastanza fruttuosi in termini economici. Viene quindi da domandarsi se è ancora accettabile, nonostante la tanto decantata strategia delle aree interne, se sia questa la giusta via per garantire diritti e adeguata qualità della vita a tutti, anche e soprattutto a coloro che a quanto pare ancora oggi sono classificati come cittadini di serie B. Mi faccio quindi portavoce di questa problematica affinché possa essere resa nota a chi di dovere sperando, per il prossimo anno, in un inizio migliore”.

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