Inquinamento del sito di Papigno: “Pericolo costante per i cittadini, responsabilità di chi doveva informare”

“I dati dello studio Sentieri sono indiscutibili, così come lo è il diritto alla salute" afferma Maria Cristina Garofalo dell'associazione Papigno Pesche

Una ricognizione utile che ha riportato alla luce l’annosa problematica della bonifica di Papigno. Nel corso sopralluogo congiunto, avvenuto la scorsa settimana, della I° e II° commissione consigliare sono riemerse le criticità della frazione, sia da un punto di vista delle strutture (manutenzione) che soprattutto dell’area SIN (trentanove in totale, dislocati in varie regioni ndr) dichiarata tale dal 2001: “Dopo il decreto ministeriale – osserva Maria Cristina Garofalo dell’associazione Papigno Pesche – nessuno ha svolto un'attività di informazione per rendere consapevole la popolazione di cosa significasse vivere a ridosso di un Sin. L'area perimetrata da una recinzione in più parti divelta, e da un cancello con lucchetto non ne ha impedito e non ne impedisce realmente l'accesso. Ci sono persone che tutt’ora portano i cani lì a fare una passeggiata. Fino ad alcuni anni fa a ridosso dell'area rossa, poco sotto le pendici del paese (dal quale c'è un accesso diretto, accessibile) venivano coltivati orti. Così come all'interno della recinzione, sempre a ridosso della zona contaminata, è stato posto un monumento.”

“Ovviamente la responsabilità non è ascrivibile ai cittadini -che ancora credono alla leggenda metropolitana abilmente costruita, ai tempi, dal marketing avanzatissimo della società Carburo di Calcio: "la cianamide non fa male perché è un fertilizzante"), ma è da ricercare altrove ovvero a chi, responsabile della salute pubblica, doveva e deve fare corretta informazione. C’è in gioco quella – afferma - Oggi, come negli oltre 70 anni di attività della fabbrica. Non è cosa da poco. Il tema è rilevante, interessa e riguarda tutti”

“I dati dello studio Sentieri sono indiscutibili, così come lo è il diritto alla salute. Rendere realmente isolata e segnalare adeguatamente l’area in attesa della bonifica sarebbe un primo semplice passo, insieme all'informazione alla popolazione”

“Aldiquà del cancello, nel piazzale Corot, parcheggiano abitualmente camper di turisti ignari di cosa abbiano a fianco, nonché un piccolo spazio "campetto" in cui i ragazzini spesso giocano. Sarebbe necessario mettere quantomeno in sicurezza tutto il perimetro di riferimento. Ci sono studi che sono stati effettuati e testimoniano la pericolosità del sito – chiosa la presidente dell’associazione Pesche di Papigno - Purtroppo fra una promessa e l'altra; fra il Ministero che chiede approfondimenti e il Comune che deve inviarli sono passati 19 anni!

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E qualcuno, semplificando le cose e minimizzando la gravità del caso, dice: “Ma ancora tirate fuori sta storia?" Come se la colpa fosse di chi subisce". Al termine della ricognizione i consiglieri hanno potuto constatare gli “up and down” della frazione di Papigno. Nei prossimi giorni sono attese novità in tal senso ed una possibile nuova convocazione delle associazioni territoriali, in cui indicate tempi e priorità degli interventi necessari al paese. Non ultimo, la infinitamente attesa e irrinviabile bonifica dell'area Sin.

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