Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Inquinamento e strade sporche a Terni, benvenuti alla “sagra” delle ordinanze inutili

Due regolamenti di Palazzo Spada prevedono controlli e multe per l’accensione di stufe e caminetti durante l’inverno e per la manca raccolta delle deiezioni canine. Ma il bilancio è tutt’altro che incoraggiante

Ordinanze inutili e dove trovarle? A Terni. Dove regole e documenti sanciscono la necessità di rispettare alcuni provvedimenti ma poi, dalla carta alla pratica, quello che resta sono soltanto le buone intenzioni. Lungi da noi la volontà di invocare il pugno di ferro, ci mancherebbe. E anche l’intenzione di sottoscrivere che alcune disposizioni fossero di buon senso. Però, se una norma c’è ed è stata introdotta perché si riteneva che ce ne fosse bisogno, allora andrebbe anche fatta rispettare.

Ma, insomma. Chiuso il lungo preambolo, veniamo al sodo. L’articolo 26 del regolamento comunale per la “Tutela e la difesa degli animali per favorire il migliore rapporto uomo-animale-ambiente” si occupa dell’obbligo di “raccolta delle deiezioni solide”. Il comma 1 dice che “i proprietari o detentori a qualsiasi titolo di cani e altri animali hanno l’obbligo di raccogliere le deiezioni solide prodotte dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro del luogo e di depositarli nei contenitori per rifiuti solidi urbani. L’obbligo (…) sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico (via, piazza, giardino, area verde, area cani, ecc.) dell’intero territorio comunale. I proprietari e/o detentori di cani che si trovano su area pubblica o di uso pubblico devono essere muniti di sacchetti di plastica, con o senza paletta, per una igienica raccolta o rimozione delle deiezioni solide prodotte dagli animali”. Dall’obbligo sono esentati “non vedenti, ipovedenti, diversamente abili e persone con gravi difficoltà motorie”. La violazione al dispositivo prevede una sanzione compresa fra 200 e 500 euro.

Ebbene, alzi la mano chi non ha mai incontrato sulla sua strada – che si tratti di un marciapiede o del vialetto di un parco pubblico – una “deiezione” abbandonata a sé stessa. Basta tenere lo sguardo a terra per incrociare, più o meno frequentemente, i bisogni degli amici a quattro zampe, lasciati lì da qualche padrone “distratto”. Per carità, ci sarà pure qualche deiezione di animali randagi, ma insomma: se la stragrande maggioranza dei proprietari di animali presta molta attenzione a questo aspetto, ce ne sono anche altri che invece sorvolano tranquillamente sul problema. Ma sembrano non essere gli unici: in base ai dati chiesti da Terni Today agli uffici di Palazzo Spada, nel corso del 2023 non è stata elevata nessuna sanzione per mancata raccolta di deiezioni canine.

Punto e a capo per aprire un altro capitolo.

Come ogni anno, da qualche tempo a questa parte, lo scorso ottobre è di nuovo entrata in vigore l’ordinanza di Palazzo Spada che introduce “provvedimenti limitativi dell’utilizzo di apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa legnosa finalizzati alla riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e della qualità dell’aria”. Ossia, l’ordinanza che prevede “dal 3 novembre 2023 e fino al 31 marzo 2024, nei giorni dal lunedì al venerdì compresi, dalle ore 0:00 alle ore 24:00, nello zone del territorio comunale la cui quota altimetrica risulti inferiore a 300 (trecento) metri sul livello del mare, il divieto di utilizzo di apparecchi per il riscaldamento domestico funzionanti a biomassa legnosa che non garantiscano il rispetto delle prestazioni emissive minime corrispondenti a quelle della classe di qualità 2 stelle”. Niente caminetti e stufe a pellet “di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW” su tutto il territorio comunale di Terni – che si trova, in larga parte, a circa 130 metri sul livello del mare - “fatta eccezione nel caso in cui all’interno delle unità abitative non siano presenti altri impianti per il riscaldamento alimentati con altri combustibili ammessi (ad es. metano), nelle zone comunali poste ad una quota superiore a 300 (trecento) metri slm, per le apparecchiature al servizio di edifici o unità immobiliari ad uso non residenziale” e “nei giorni festivi”.

La questione ha avuto una rilevanza politica, accendendo il dibattito se davvero l’inquinamento della conca ternana dipendesse da barbecue e caminetti o da altro, ma tant’è: l’inosservanza dell’ordinanza “comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 80 a 480 euro”, con possibilità del pagamento nella misura ridotta a 160 euro. Facoltà di cui – fortunatamente – non si è avvalso nessuno. Visto che nell’ultima stagione di divieti (novembre 2023-marzo 2024) non è stato elevato alcun verbale. Anche se, a lume di naso, qualche camino è stato acceso.

In compenso, nell’ambito della stessa ordinanza, sono stati 38.082 i veicoli controllati. Senza che sia stata accertata nessuna violazione.

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