Integrazione, "al lavoro gli immigrati delle strutture di accoglienza comunali": parte il Patto di collaborazione per il decoro di Terni

L'assessore Cecconi soddisfatto: “La rigenerazione di luoghi cittadini è un piccolo gesto per restituire qualcosa alla città che ha accolto queste persone”

Foto dalla pagina fb Retake Terni

Recupero di spazi urbani in stato di degrado a causa di incuria o atti di vandalismo: muri imbrattati da ripulire, orti urbani da coltivare. Sono alcuni dei compiti che verranno assegnati ai migranti che si trovano a vario titolo ospiti di strutture di accoglienza nel territorio comunale di Terni, in attesa di veder eventualmente riconosciuto lo status di richiedente asilo.

È il frutto di un Patto di collaborazione tra il Comune di Terni e il Comitato provinciale dell'ARCI voluto dall'assessore alla partecipazione, all'immigrazione ed alle politiche per l'integrazione, Marco C. Cecconi.

“Per gli ospiti delle strutture di accoglienza nella nostra città – spiega l'assessore Cecconi – mi piace pensare che si tratti di un modo finalmente laborioso ed impegnato di vivere il proprio giorno. Sentirsi utili facilita il senso dell'appartenenza o quantomeno della reciprocità, fondamento di qualunque integrazione, che presuppone sempre un dare ed un avere e non può mai essere, cioè, unilaterale. La rigenerazione di luoghi cittadini è appunto un piccolo gesto per restituire qualcosa alla città che ha accolto queste persone”.

Le aree, i siti da riqualificare – così come eventuali ulteriori attività – verranno individuati nell’ambito del Laboratorio urbano permanente, organismo di monitoraggio e co-progettazione che è composto da referenti del Comune e dai soggetti che sottoscrivono il Patto di collaborazione (espressamente previsto nell'ambito delle “politiche della partecipazione e dei beni comuni”) ed è sempre aperto al confronto con i cittadini che ne facciano espressa richiesta.

“Entriamo – aggiunge l'assessore – in una nuova dimensione dei centri di accoglienza, non più solo luogo di attesa, ma laboratorio di presenza attiva e costruttiva nei confronti della comunità ospitante: indirizzo preciso di questa amministrazione, condizione indispensabile per costruire un futuro di integrazione a qualunque livello; una scelta che avevo già annunciato in estate e che adesso si traduce in azioni concrete.  Ed è per questo che oggi registro con piacere che i primi interlocutori di questo nuovo corso, nel caso specifico il Comitato provinciale ARCI di Terni, rendendosi disponibili al Patto per il decoro della città, abbiano mostrato di volersi misurare con la nostra volontà di cambiamento".

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