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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Due imprenditori ternani inaugurano una nuova attività in Svizzera: “Un sogno realizzato in poco tempo”

Il racconto di Andrea Evangelista e Francesca Franchini Ascani che hanno debuttato a Neuchatel, dove vivono da qualche anno, con il progetto ‘L’Italie dans la poche’

“Un sogno realizzato in breve tempo”. Da circa nove anni Andrea Evangelista e Francesca Franchini Ascani si sono trasferiti da Terni in Svizzera, per motivi di lavoro. Dapprima nella zona del Ticino, poi a Neuchatel dove, proprio lo scorso sabato 30 ottobre, hanno inaugurato ‘L’Italie dans la poche’. Una storia che vi raccontiamo dopo averli raggiunti nel pieno dei preparativi, all’interno del loro locale collocato in un piccolo centro commerciale denominato ‘Les Galeries Marval’.

 “Correva l’anno 2012 quando, insieme a mia moglie Francesca, decidemmo di trasferirci in Svizzera”, esordisce Andrea originario di Castel Todino. Lui architetto, lei laureata in scienze politiche ed una decisione davvero importante che, naturalmente, ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta della loro vita professionale. “Ci siamo trovati bene – affermano – nonostante le difficoltà iniziali di ritrovarsi in un paese diverso. Incide, in tal senso, anche la lontananza delle famiglie e tutte le comodità che ne possono derivare. Tuttavia ce la siamo cavata bene, nonostante comprensibili sacrifici e fatica”.

Le principali differenze con l’Italia: “La socialità è diversa, sono proprio i rapporti di amicizia che vengono gestiti in modo differente. Nello specifico qui tutto si basa sulla programmazione degli incontri. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere tante persone. Da amici italiani, anche ternani, a svizzeri fino a persone di genitori italiani ma nati in Svizzera, una buona via di mezzo”. Una importante sottolineatura da Andrea e Francesca: “Nella nazione elvetica la parte burocratica ed amministrativa è molto più smart, rispetto all’Italia. Ad esempio, per aprire un’attività, le risposte necessarie arrivano nel giro di una settimana. Occorre naturalmente conformarsi a ciò che viene richiesto. Con appena cinque punti in paragrafo riesci ad ottemperare a tutte le esigenze. Per i controlli invece occorre aspettare il proprio turno, proprio per questioni di calendario e programmazione”.

Come nasce L’Italie dans la poche: “Un progetto partito da lontano dopo che, purtroppo, mia moglie ha vissuto un periodo difficile, a causa di una malattia” racconta Andrea. A tal proposito Francesca aggiunge: “Avevo bisogno di fare qualcosa di mio, ritagliarmi del tempo anche se lavorare in banca è sicuramente bello e gratificante. Così mi è venuta in mente l’idea di iniziare corsi di cucina a carattere familiare”. Da qui la scintilla che ha fatto scattare il resto: “In origine abbiamo iniziato a proporre ai nostri vicini il tartufo. Poi accostato i corsi, personalizzando gli accessori per la casa e fissato i primi appuntamenti per massimo 4/6 persone. Riceviamo nella nostra abitazione dopo le richieste pervenute dai canali social facebook ed instagram”. Una particolarità: “Le persone interessate sono esclusivamente svizzere dato che amano la nostra penisola e la cucina. Con l’incremento delle iscrizioni, sono aumentati anche i bisogni da soddisfare. Poiché molti prodotti nella grande distribuzione non si trovavano, ci siamo domandati: perché non abbinare anche una boutique alimentare? Così è stato”.

I passi precedenti all’inaugurazione: “Abbiamo scelto i fornitori con grande cura. Si tratta di piccole imprese familiari artigiane. Proponiamo un vasto assortimento che abbraccia, virtualmente, quasi tutte le regioni d’Italia. Non solo: la scelta è stata ulteriormente mirata ricercando packaging molto creativi ed interessati. Oltre al cibo, è possibile anche trovare una interessante selezione di vini”.

Il locale è collocato all’interno di un piccolo centro commerciale denominato Les Galeries Marval: “Siamo stati molto attenti al discorso dell’ecosostenibilità. Inoltre avremo la possibilità di poter disporre di un nostro stand ai prossimi mercatini natalizi. Possiamo affermare che non è facile poter beneficiare di un proprio spazio”.

Presente e futuro. “Siamo rimasti davvero soddisfatti di questo percorso. Alla fine realizziamo un sogno in breve tempo. Tutto ciò fa ben sperare anche per il futuro. Dai corsi di cucina al debutto dell’attività si sono susseguite una miriade di richieste. Tanti i feedback positivi ricevuti, una pubblicità continua che fa ben sperare. Da una passione, un hobby, è derivato un lavoro”.

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