L'Ameria Festival costretto a chiudere i battenti. Romagnoli: "Restrizioni che provocano un grande danno all'arte e allo spettacolo"

Le restrizioni disposte dall'ultimo dpcm ha frenato, in corsa, anche il mondo dello spettacolo e del teatro. Al palo anche l'Ameria Festival, costretto a chiudere i battenti. Romagnoli: "Ci hanno bloccato nonostante i teatri fossero fra i luoghi più sicuri".

Foto: NewTuscia

Una frenata brusca, in corsa, per tutte quelle attività legate al mondo dello spettacolo, dell'arte teratrale e musicale. Un duro contraccolpo per tutti i lavoratori del settore e per le manifestazioni culturali ancora in programma. Fra queste l'Ameria Festival, che non potrà portare a termine il cartellone in programma per l'ottava edizione e dovrà annullare due week end che avrebbero visto fra i protagonisti il celebre jazzista Lino Patruno. 

Disappunto per il presidente della Società Teatrale di Amelia, Riccardo Romagnoli, che non nasconde una forte critica nei confronti delle misure adottate dal governo: "Pur astenendoci, per rispetto istituzionale, da ogni commento sull'opportunità del provvedimento - privo di specifica motivazione sul punto - non possiamo non sottolineare come i teatri, già da tempo sottoposti per disposizione governativa a una serie di misure restrittive dirette a contenere la diffusione della pandemia (riduzione dei posti, obbligo del distanziamento tra spettatori e tra esecutori degli eventi, obbligo dell'uso delle mascherine anche durante le rappresentazioni, misurazione della temperatura per chiunque avesse accesso alle sale teatrali, sanificazione completa di tutti gli ambienti, disinfezione delle mani e così via), costituissero una dei luoghi più sicuri e più sorvegliati, come implicitamente riconosciuto dallo stesso Governo, che, anche nel periodo di maggiore espansione del fenomeno virale, lungi dal disporne la chiusura, si era limitato a ridurre il numero deli spettatori.

Al riguardo - prosegue Romagnoli - non possiamo non notare la gravità del danno immateriale che colpisce l'aspetto culturale del nostro Ameria Festival, che, articolato in ben 18 manifestazioni distribuite in vari week-end di musica (ogni venerdì), di prosa o cabaret (ogni sabato) e di visite guidate ai siti notevoli del territorio (ogni domenica), si vede costretto ad annullare ben sei degli eventi programmati, tra cui un concerto di popolari brani classici, una prosa di Coward (il celebre "Spirito allegro"), un'opera contemporanea di Nyman affidata ad Opera InCanto, e la serata finale dedicata al jazz di New Orleans, con il gruppo musicale di Lino Patruno.

Danni materiali e danni economici

Oltre al danno immateriale, si aggiunge quello economico: "La nostra Associazione che non ha scopo di lucro e vive esclusivamente dei contributi del Mibac e della Regione nonché, occasionalmente, del finanziamento di singoli eventi da parte di alcune fondazioni, oltre che degli incassi - conclude Romagnoli - è stata pesantemente penalizzata dalla diminuita presenza degli spettatori, sia per la riduzione obbligatoria dei biglietti vendibili, sia per la comprensibile ritrosia di tanti ad uscire di casa a causa della pandemia, sia per l'impossibilità - causata dall'entrata in vigore del DPCM - del recupero degli incassi con le suddette rappresentazioni (già oggetto di numerose prenotazioni)".

Proseguono i "Giovedì della cultura" in videoconferenza

Anche l'attività convegnistica in presenza, come da decreto, è stata sospesa. Appuntamento online, sulla pagina Facebook dell'Ameria Festiva, per i  "Giovedì della Cultura. Il 29 ottobre alle ore 17.00 Gennaro Sangiuliano, direttore del TG 2, parlerà degli intrecci geopolitici durante la conferenza dal titolo: "Putin, Trump e Xi Jinping a confronto".

L'ultimo incontro culturale, sempre in videoconferenza, avrà luogo il 5 novembre con Umberto Guidoni, segretario generale della fondazione ANIA, protagonista di un convegno incentrato sul ruolo delle Assicurazioni nella crisi pandemica”.

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