Mercoledì, 28 Luglio 2021
Attualità

L'ex assessore di Orvieto ci ricasca e insulta sui social il giornalista Scanzi: "A uno come lui gli avremmo praticato la 'stira' "

Ex assessore al bilancio della giunta Germani, si dimise anzitempo per un altro post con il quale indicava la soluzione finale di "Zio Adolf" per debellare il fenomeno dell'accattonaggio

Chi conosce Massimo Gnagnarini, ex assessore al bilancio della precedente giunta orvietana targata Germani, sa che è un provocatore nato. E il bello è che non gli interessa minimamente quali possano essere le conseguenze di questa sua attitudine che sui social, neanche a dirlo, possono avere una eco dirompente anche sulle testate giornalistiche nazionali e internazionali. 

Prima del nuovo scivolone delle ultime ore, Gnagnarini fu tristemente noto per un altro post pubblicato sulla sua pagina Facebook nel quale veniva riportata una risposta di un cittadino che gli chiedeva come risolvere il problema dell'accattonaggio in città. La risposta, tanto laconica quanto disarmante, fu: "C'aveva provato anche Zio Adolf a prendere qualche rimedio". 

Una leggerezza che gli costò una visibilità nazionale e internazionale tanto inaspettata quanto poco lusinghiera, che lo costrinse a un atto formale di scuse e alle dimissioni da assessore al bilancio.

Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Così, forse colpito da un post del giornalista de Il Fatto Quotidiano Andrea Scanzi che è aduso sbertucciare Matte Renzi, segretario di Italia Viva e attuale partito di cui Gnagnarini è coordinatore territoriale, l'ex assessore orvietano si è lasciato prendere la mano con una sua "Amarcord" richiamando a un particolare trattamento che riserverebbe a Scanzi: "Io - scrive sulla sua pagina Facebook - sono nato e cresciuto nel quartiere di Orvieto Scalo che veniva chiamato "La Corea" (le case popolari in via A. Costanzi). Uno come Andrea Scanzi - puntualizza Gnagnarini - lo avremmo definito un piccolo testadicazzo segaiolo. E gli avremmo usato violenza praticandogli "la stira". Ecco!". 

Dopo il post sono accorse le truppe cammellate de Il Fatto Quotidiano con Marco Travaglio in testa pronto per il contrattacco. Il resto lo vedremo nei prossimi giorni. 

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