L'ultimo saluto a Pompeo De Angelis: "La verità, la storia, la bellezza, non muoiono"

Si sono celebrate al Duomo le esequie dello storico, scrittore e giornalista. Il saluto di don Carlo Romani: "La sua vita è stata caratterizzata dall'impegno e amore intenso vero Terni"

esequie Pompe De Angelis

Il ricordo commosso di chi lo conosceva da settant'anni, così come di chi, solo negli ultimi mesi, ha avuto modo di scoprire tanti aspetti della vita di chi è stato ben più di uno studioso, uno storico, un uomo di cultura.
Si sono celebrate nel Duomo di Terni, oggi pomeriggio le esequie di Pompeo De Angelis, una cerimonia raccolta, con meno partecipanti di quanti ci si sarebbe aspettati, ma non priva di momenti estremamente toccanti che, proprio alla fine, hanno fatto conoscere un uomo che, da seminarista, ha finito per suggerire i versi di "Questo piccolo grande amore" e "I Giardini di Marzo".

Presenti alla cerimonia funebre, tra gli altri, il vicesindaco Andrea Giuli, l'assessore ai lavori pubblici Enrico Melasecche, il presidente del Cesvol Lorenzo Gianfelice, il consigliere regionale Andrea Liberati e Stefania Parisi dell'Istess.

A celebrare le esequie, don Carlo Romani, che conosceva Pompeo De Angelis da 70 anni, da quando avevano frequentato insieme il Seminario: "La verità, la storia, la bellezza, non muoiono - ha detto durante l'omelia - E Pompeo ha teso la sua esistenza a questi valori, la sua vita è stata caratterizzata dall’impegno, dall’amore intenso e vero per Terni, a cui ha donato tante cose belle".
"Conoscevo Pompeo da 14 anni - ha detto a nome dell'Istess Arnaldo Casali - ma ho scoperto solo in quest'ultimo periodo aspetti della sua vita che ignoravo totalmente: che è stato amico di Brigitte Bardot, di Francesco Guccini, di Mogol, che è stato consulente di Gillo Pontecorvo e ispirato uno dei personaggi di "La battaglia di Algeri", ha contribuito alla scrittura di canzoni come "I giardini di marzo" e "Questo piccolo grande amore", ha scoperto e lanciato Claudio Baglioni, ha lavorato per l'intelligence, ha partecipato alla guerra di Algeria, alle rivoluzioni in America Latina e conosciuto Che Guevara, ed è stato incarcerato e torturato in Portogallo. Una vita incredibile che meriterebbe di essere raccontata, così come lui ha fatto per tanti personaggi ternani. E' invecchiato, ma era ancora giovane: è cresciuto fino all'ultimo giorno".
 

Il ricordo di Pompeo De Angelis

Un gigante della cultura, specialmente quella locale, è stato uno degli autori di riferimento per la storia della città. Giornalista, autore, sceneggiatore e regista di cinema, teatro, televisione, ha passato la sua vita professionale a Roma, dove poco più che ventenne, iniziò a dirigere “Impegno Giovanile”, organo nazionale del Movimento giovanile della DC. Programmista per trent’anni alla Rai, ha concluso l’esperienza aziendale come Direttore editoriale della ERI per poi tornare a Terni che, grazie a lui, ha avuto la possibilità di essere raccontata come mai prima. Nel 2005 ha avviato una serie di incontri presso la biblioteca del Circolo Lavoratori Terni da cui è poi nata la monumentale “Storia di Terni”, opera in 7 volumi imprescindibile per chiunque voglia conoscere la città, dalle origini agli anni ‘50.

Suo il merito di essere stato tra i primi, e probabilmente il più significativo narratore della nostra storia, della nostra identità, e non solo per gli appassionati o per gli studiosi. Rimangono nella memoria i “Libretti di Pompeo”, una serie di opuscoli diffusi nelle scuole a metà degli anni Novanta, così come non possono non far parte delle biblioteche dei ternani i suoi volumi, in cui ha raccolto le testimonianze e i documenti che hanno fatto la storia e la cultura di Terni: per l’Istess, oltre alla Storia di Terni ha pubblicato Terni di Miselli (2000), Terni di Tizzani (2002), Terni di Barnaba Manassei (2007), Francesco Angeloni nella cultura del Seicento (Atti del Convegno, Terni 22 novembre 2006, a cura di P. De Angelis).  Dal 2003, era anche Direttore di “Indagini”, la rivista trimestrale del CESTRES.  Socio del Centro di Studi Storici, ha collaborato con questo istituto per i libri riguardanti la figura di Luigi Nobili (2003) e di Ottavio Coletti (2010) e con i saggi su “Memoria Storica”.

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