La città dimenticata: viaggio nei luoghi simbolo di Terni tra degrado e sporcizia

Dal Tulipano all’ex Camuzzi passando per quella che fu la casa di riposo di Colle dell’Oro, ancora pericolante e in stato d’abbandono

Ci sono alcuni simboli – tra statue, sculture e dipinti – che nascono per rappresentare Terni e la sua storia cittadina. Come il Thyrus, finora rimasto nascosto tra l’erba alta dei giardini di via Luigi Campo Fregoso, che dopo denunce e battaglie ha finalmente trovato una nuova casa che potrà salvaguardarne il valore storico.

E poi ci sono alcuni luoghi diventati con il tempo simbolo della città per il loro costante stato di degrado e abbandono. Si tratta di vicende annose e mai risolte, di situazioni che peggiorano, di zone sempre meno abitate e sempre più dimenticate.

L’immagine della Terni incompiuta è il Tulipano, immobile nel tempo da oltre 40 anni, con una gru di circa 80 metri sospesa come se fossero ancora in corso i lavori. La prima convenzione con il Comune di Terni fu firmata nel 1976: un inizio a cui sono seguiti altri accordi, rilanci, cambi di nome e annunci che hanno portato alla “nascita” dell’Ecomostro come lo conosciamo oggi.

La storia del Tulipano

Entrare nel cantiere non solo è possibile, ma è anche facile. Dentro c’è veramente di tutto, dalla sporcizia con bottiglie di plastica e vetro ai calcinacci e ai muri che sembrano venire giù. Seppur visibilmente pericolante e con cartelli che ne vietano l'ingresso, per molti ragazzi passarci qualche ora diventa una sfida di coraggio. Per altre persone ancora, invece, una necessità. 

Via Lombardia, Terni, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Prima era un’azienda del gas e poi, dopo decenni in cui è stata lasciata a se stessa, si è trasformata in un posto dove i residenti della zona dicono che “è meglio girarne alla larga”.

A separare l’ex Camuzzi da piazzale Bosco, dove sono poche le macchine coraggiose parcheggiate di lato agli edifici abbandonati, solo delle recinzioni con cumuli e cumuli di immondizia, quasi fosse un muro intero di rifiuti. E dove gli occhi rimangono chiusi, nascono rifugi e posti d’incontro alternativi: tanto che l’area è stata tristemente ribattezzata la Cittadella dei disperati. Terra di nessuno, terra di tutti.

Dal centro alla periferia la situazione non cambia. A Colle dell’Oro, adiacente ad una chiesa che rappresenta un unicum per la diocesi, quella che fu una casa di riposo per anziani rischia da decenni di crollare. Eppure, l'ex convento francescano rappresenta un pezzo di storia di Terni “che andrebbe tutelato”.

Anche in questo caso, accedere all’interno della struttura pericolante non è impossibile: “Qualcuno viene qui la notte – spiega Piero Aiani, volontario che da tre anni ormai aiuta il parroco don Claudio nella chiesa di Santa Maria dell’Olio – ci sono bottiglie e scritte sulle finestre rotte”. 

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