Martedì, 18 Maggio 2021
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La festa di San Valentino e quelle (poche) ma sentite tradizioni che ci sono maledettamente mancate

E’ proprio in questi momenti così critici che si apprezza ciò che si ha a disposizione in questa giornata così attesa da tutta la cittadinanza

foto Giacomo Sirchia

“Ti giuro amore, amore eterno”. I visi coperti dalle mascherine ed una grande emozione provata, davanti al santo protettore degli innamorati. La ‘Festa della Promessa’ rappresenta uno degli appuntamenti di maggior rilevanza in occasione della festività di San Valentino. Come è noto, a causa dell’emergenza sanitaria, alcuni eventi sono stati rimodulati per l’occasione (da remoto), altri annullati mentre la Maratona – si spera – soltanto procrastinata a data da destinarsi.

Il brand San Valentino

Fate questo piccolo ‘gioco’. Andando su twitter e digitando Terni sul motore di ricerca, ogni 14 febbraio, escono innumerevoli cinguettate provenienti da ogni parte del mondo. Un elemento che consente di dare una ulteriore dimensione, sovranazionale, a tale festività così conosciuta ma, purtroppo, troppo poco veicolata per garantire quelle conversioni – in ottica di marketing territoriale – che la città potrebbe garantirsi. Ci hanno provato un po' tutte le amministrazioni che si sono susseguite. Il risultato – al momento – è stato quantomeno insoddisfacente. Il brand di San Valentino si riduce ad iniziative, sicuramente apprezzabili, anche se poco spendibili ed appetibili, rispetto alle notevoli potenzialità a disposizione.

La ‘novità’ pandemia

Purtroppo la vera ‘novità’ di San Valentino 2021 è rappresentata dalla pandemia. Andando a fare un salto alla Basilica, come da tradizione, la differenza rispetto al passato era emblematica. Accessi scaglionati, numero di presenze contenute, controlli da parte del servizio d’ordine – chiaramente indicato da pettorine personalizzate – volto a monitorare flussi e comportamenti da tenere. Tutto evidentemente giusto e comprensibile. Bastava guardarsi intorno per vedere il triste vuoto che c’era e l’assenza di persone non era certo dettato dal vento e le temperature rigide. Spostandosi verso il centro la situazione non è di certo migliorata. Un ‘San Valentino’ atipico, anomalo, speriamo unico nel suo genere.

Cosa ci è mancato

Proprio in questi momenti ci si rende conto di quel poco (o tanto dipende dai punti di vista) che si ha. Ci è dunque mancata la passeggiata fino alla Basilica, la gente accalcata, l’attesa per tramutare un saluto, una preghiera, un gesto, una sincera e candida ‘raccomandazione’ da destinare al Santo. In questo contesto è giusto rimarcare che ciò era possibile, ottemperando alle normative in auge. Tuttavia la gran parte dei ternani ha deciso di rinunciarvi. Ci è mancata la fiera in tutte le componenti: la possibilità di incontrare persone – magari – che non si vedevano da tempo. Eppoi gli odori, i suoni, le curiosità, gli ‘sfizi’ da togliersi come un panino con la porchetta, i dolciumi ed altre leccornie. Ci sono mancati tutti gli eventi previsti. In particolar modo il flusso di curiosi che generavano gli stand, le bancarelle e le singole iniziative. Senza dimenticare tutta la ‘parte’ romantica come il concedersi un aperitivo o una cena a lume di candela. Se poi, a tutto ciò, computiamo che la festività coincideva con l’ultima domenica del Carnevale la città sarebbe stata letteralmente presa d’assalto.

Tutto ciò ci è maledettamente mancato e probabilmente, il prossimo anno (sperando che finalmente si possa tornare a respirare un briciolo di normalità) invece di lamentarci probabilmente torneremo ad apprezzare maggiormente cosa è possibile fare. 

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