La proposta del Comune: “Il Centro per l'impiego di Terni si sposti al Cmm”

L'idea è stata trasmessa ieri in Regione. Paparelli (Pd): “Stanziati 2,6 milioni per il recupero di uno stabile in via Saffi, ipotesi priva di ogni cognizione di causa ”

Il futuro del Centro per l'impiego si pone sempre di più al centro del dibattito. Solo pochi giorni fa, era arrivato l'aut aut della Provincia nei confronti del Comune: il presidente Lattanzi aveva sollecitato senza mezzi termini palazzo Spada, chiamato a farsi carico sin da febbraio dei costi di utenze e affitto dei locali di via Annio Floriano come prevede la normativa, in assenza di risposte alle pec inviate nelle settimane scorse. Il nuovo capitolo della questione arriva da palazzo Donini: è il consigliere Fabio Paparelli (Pd) a rendere nota la comunicazione inviata dal Comune di Terni in cui si ipotizza il trasferimento del Centro per l'Impiego al Cmm: “il Comune di Terni dimostra di non conoscere la normativa di riferimento, secondo cui la Provincia di Terni dispone di due sedi ufficiali dei Centri per l’Impiego, della cui locazione devono farsi carico i Comuni ospitanti. Inoltre, nella missiva, il Comune mette impropriamente in relazione l'ipotesi di rilocalizzazione del Centro per l’impiego con lo stato di dissesto finanziario, recentemente aggravato dalla attuale Amministrazione, come rilevato dalla Corte dei Conti. Nell'avanzare tale ipotesi non si tiene minimamente in considerazione, peraltro, il valore e la funzione primaria di un servizio che si rivolge alla parte più fragile della popolazione”.

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La nuova sede di via Saffi

A questo, si aggiungere il finanziamento di circa 2 milioni e 600mila euro per il recupero di un edificio in via Saffi, nel centro città, proprio per un possibile trasferimento degli uffici dell'Arpal: “E' agli atti del Comune un percorso di confronto avviato da tempo – continua paparelli - e volto ad allocare nello stesso edificio i servizi Sal, i correlati servizi della Asl, l'Arpal, i Cpi ed i servizi correlati alle imprese ed alle persone in tema di lavoro, in modo tale da creare un vero e proprio palazzo del lavoro nella ex sede regionale ed un unica porta di accesso per i servizi di accompagnamento al lavoro.”. L'ipotesi del Cmm, secondo Paparelli è “semplicemente lunare e priva di ogni cognizione di causa", si tratterebbe di un "un contesto assolutamente inadeguato, per i dipendenti e per i fruitori, sia per le condizioni strutturali, che per le dinamiche relative alle modalità di espletamento dei servizi correlati. La richiesta all’Arpal dell’elenco dei Comuni che afferiscono al Centro per l’Impiego di Terni è ulteriore dimostrazione di come non vi sia alcuna conoscenza degli stessi e delle relazione tra i centri e i servizi di avviamento al lavoro del Comune di Terni”. Da non sottovalutare l'aspetto economico, poiché, come conclude il consigliere del Partito Democratico “sta per essere indetta la gara di appalto” relativa all'edificio di via Saffi, per cui “sottoporre Arpal e Centro per l’impiego a due traslochi nel giro di poco più di un anno costerebbe, in termini economici e di efficacia dei servizi, molto di più rispetto alla concretezza del collocamento definitivo presso la sede individuata dalla Regione, d'intesa con il Comune stesso, senza considerare
che sarebbe cosi vanificato un ulteriore sforzo di investimento per la città di Terni”. 

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