La segnalazione | Ex Dicat sempre più nel degrado. Ancora bloccati i lavori. Le foto

Dopo l'aggiudicazione all'asta avvenuta i primi di giugno del 2020 da parte della Centro Plast srl della famiglia Centinari, non sono ancora partiti i lavori di ristrutturazione. Ed è sempre più degrado.

Si pensava a una svolta per la palazzina dell'ex Dicat, ubicata in Vittime delle Foibe, a pochi passi dalla "Lancia di Luce" di Pomodoro.

La buona notizia arrivò i primi di giugno del 2020 quando, dopo 3 aste andate a vuoto, la Cento Plast srl, azienda della famiglia Centinari, fu l'unica a presentarsi rialzando di soli 2mila euro la base della quarta asta, aggiudicandosi per 1milione e 58mila euro l'intero complesso. 

Qualche ora dopo l'aggiudicazione dell'edificio, che finalmente sgravava il comune di un peso divenuto insostenibile, arrivava la sferzata positiva di Stefano Centinari, direttore generale della società, che annunciava il progetto che lui e la sua famiglia avevano per il complesso Ex Dicat, che insiste su una superficie complessiva di 2mila 450 metri quadrati. L'obiettivo, secondo i Centinari, era quello di trasformare l'edificio - che da piano regolatore è suddiviso in tre zone - in una struttura ricettiva, dopo aver fatto una attenta analisi circa l'offerta esigua di strutture alberghiere in centro città.

Un bellissimo sogno che lo stesso Centinari, però, ridimensionava almeno fino a quando non si sarebbe risolta la questione dell'archivio documentale conservato all'interno della struttura. Una problema non di poco conto, perché se da una parte compete agli aggiudicatari gestire la documentazione, questa operazione va necessariamente coordinata con il comune. Da qui lo stallo degli interventi di ristrutturazione.

Proprio questa mattina, una cittadina di Terni, Stefania Tommasi, si è fatta coraggio e ha voluto documentare sul gruppo Facebook "Terni Malandata" lo stato dei luoghi ad oggi con una serie di scatti fotografici. Il blocco ai lavori sta comportando un aumento esponenziale del degrado all'interno dell'edificio. C'è di tutto, dai vestiti, ai materassi "di fortuna" usati per il bivacco, bottiglie, immondizie di qualsiasi genere e, purtroppo, anche feci umane. E tutto questo a due passi dal centro città. 

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