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La storia di Terni, il ‘derby’ con Sant’Anastasio e San Procolo. Ecco come San Valentino è diventato il nostro patrono

Papa Urbano VIII decise di decurtare il numero delle feste patronali e decretò che ogni città avesse un solo protettore

Un vero e proprio ‘derby’ fino alla scelta definitiva. Nel 1600 i patroni di Terni erano tre: Sant’Anastasio che si festeggiava il 17 agosto, San Procolo il 1° dicembre e San Valentino il 14 febbraio. Papa Urbano VIII, nel 1643, decise di decurtare il numero delle feste patronali e decretò che ogni città avesse un solo protettore.

Lo storico Pompeo De Angelis, da qualche anno scomparso, nella Storia di Terni “Dal Rinascimento all’Illuminismo”, scrive che per assolvere alla bolla papale, si riunirono a Terni vari congressi nei quai si manifestò il consueto divario fra episcopato e magistratura civile. La parte ecclesiastica sosteneva la candidatura di Sant’Anastasio, la parte civile scelse invece San Valentino con 42 voti favorevoli e 1 contrario in Consiglio.

La S. Congregazione, chiamata all’arbitraggio, voleva accettare la tesi del Consiglio, ma i canonici si rivolsero a Papa Urbano VIII il quale, il 3 luglio 1644 con un breve apostolico, nominò San Valentino come unico protettore. Alcuni anni prima era stata rinvenuta dentro una custodia di piombo una salma che, scrive sempre il puntuale storico Pompeo De Angelis, “fu dichiarato essere quella del martire Valentino, decapitato nel III secolo sotto Claudio il Gotico, per la sua testimonianza di fede”.

Nel 1605 il consiglio comunale avallò infatti la proposta di aprire un cantiere archeologico, nell’area della chiesa di San Valentino, sede anche del cimitero di Interamna romana. Il 21 giugno è la data coincidente con l’importante scoperta della salma del futuro patrono della città.

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