"Sognava di diventare medico". Gli amici e le istituzioni ricordano Maria Chiara. Oggi l'autopsia

Una serata per Maria Chiara. Profonda commozione per i suoi amici, quelli veri, che hanno ricordato la giovane deceduta drammaticamente nella notte di sabato 10 ottobre. Il sindaco Pernazza annuncia un grande evento in memoria della giovane, e chiede ai suoi amici di essere parte attiva contro la droga.

Una gigantografia di Maria Chiara appena sotto l'altare, candele colorate attorno alla foto e petali di fiori a terra. Lo sguardo di Maria Chiara impresso sulla foto arriva diretto a quello dei suoi amici, composti nei banchi, fra le lacrime e lo sgomento. A lato, un maxischermo proietta un carosello di foto della giovane assieme al suo gruppo di amici veri, fedeli, quelli che l'amavano davvero e lo hanno dimostrato ancora una volta con la veglia di preghiera a lei dedicata che ha avuto luogo nella serata di mercoledì 14 ottobre nella chiesa parrocchiale di San Francesco. 

"Maria Chiara, come Flavio e Gianluca, ci chiedono di cambiare"

Le parole di padre Mauro Russo, parroco di San Francesco, richiamano al dolore ma anche alla speranza: "Siamo chiamati alla luce. Direte voi: quale luce se una vita appena sbocciata alla maggiore età è stata spezzata in questo modo? Dove sta, allora la luce? Dove possiamo vedere la luce? Vedete ragazzi, è proprio davanti alla tragedia che deve avvenire la nostra ricerca".

"Siamo noi che dobbiamo trovare lo spiraglio di luce in questo momento. E sapete perché? Perché Maria Chiara, adesso, sta vedendo la luce. Tutto dipenderà da quanto ci sapremo far coinvolgere ma non solo a livello emotivo. Maria Chiara, oggi, ci chiede di più, qualcosa da comprendere e attuare. La morte di Maria Chiara, come quelle di Gianluca e Flavio (due ragazzi morti a Terni a luglio scorso, ndr) hanno un senso. Sono esistenze strappate alla terra che stanno parlando a noi". 

"Forse hanno già parlato a tanti giovani e noi non lo sappiamo. Forse hanno parlato in quei giovani che si erano incamminati in strade di morte e che, incontrandosi con la storia di questi tre angeli, hanno fatto un passo indietro e hanno lasciato quella strada. Chi lo sa". 

"Sognava di diventare medico"

Simone, amico storico di Maria Chiara e cintura nera di kung fu come lei, si fa forza e racconta dall'ambone chi era davvero Maria Chiara: "Una vita fatta di passione e dedizione in ogni cosa che faceva. Tra tutte, quella che aveva curato più di tutti era il kung fu. Una passione che l'accompagnava fin da bambina e che le aveva dato grandi soddisfazioni, fino ad arrivare alla cintura nera".

"Mary - racconta il ragazzo - sognava di diventare medico e aiutare chi era in difficoltà. Questo si capiva da quanto fosse presente per gli amici. Quando qualcuno stava male, lei lo capiva dallo sguardo e non si dava per vinta fino a quando chi stava male non trovava sollievo. Tutti devono sapere chi era per noi, per questo tenere alta la memoria è fondamentale. Perché se anche non sei più qui, il tuo ricordo resterà sempre qui con noi". 

Pernazza: "In programma un grande evento. Ragazzi, chiedeteci spazi, le istituzioni sono qui per voi"

Visibilmente commossa e ancora scossa per la perdita della neodiciottenne, il sindaco Laura Pernazza si interroga sui perché della morte di Maria Chiara e chiede ai suoi amici, la parte sana e attiva della città, di unirsi con le istituzioni per fare fronte comune contro la droga e il disagio giovanile: "Sono giorni che mi interrogo - racconta il sindaco - su quanto, da madre e primo cittadino, avrei potuto fare e non ho fatto".

"Allora mi sono messa in cerca di soluzioni. Mi sono confrontata con altre istituzioni, ma sento che questo non basta. Iniziative come la veglia di stasera sono fondamentali. Per questo, abbiamo in animo di organizzare un evento, una manifestazione che vuole coinvolgere tutti voi, amici di Maria Chiara e tanti altri ancora, per combattere la piaga della droga. C'è bisogno di pazientare un po' perché organizzarla, in periodo di covid, è estremamente complesso. Ma sarete i primi a essere coinvolti". 

E poi l'appello ai ragazzi: "Ragazzi, le istituzioni sono a vostra disposizione. Avete bisogno di spazi per esprimervi in modo sano? Chiedete. Noi siamo a vostra disposizione, istituzioni laiche e religiose insieme. Potete contattarmi online, in qualsiasi modo. Io ci sono. Abbiamo la fortuna di avere la Comunità Incontro qui, in casa. Se sentite la necessità di un confronto più specifico, chi meglio di loro può aiutarvi?".

Infine, il sindaco Pernazza racconta un aneddoto della sua vita per comunicare ai ragazzi quanto sia importante scegliere la strada della vita con consapevolezza, facendosi consigliare dalle persone giuste. "Avevo 16 anni e un ragazzo molto più grande di me mi corteggiava. Era bello, ricco e il fatto che fosse più grande mi lusingava. Questo ragazzo - racconta il sindaco - faceva uso di cocaina".

"Non mi ha mai costretto a usarla. Mi diceva che se avessi voluto provarla, lui me l'avrebbe offerta. Ero a un bivio, come tanti di voi. La droga affascina, illude, ed è facile caderci dentro. La mia famiglia fece quadrato attorno a me, in particolare la mie sorelle maggiori. Decisi di ascoltare il loro consiglio e lasciai questo ragazzo che, purtroppo, è morto".

"Ognuno di noi deve fare delle scelte nella vita, che possono essere giuste o sbagliate. Ecco, da mamma vi dico che in qualsiasi momento della vita siamo chiamati, poi, a farci carico delle scelte che compiamo ed è anche responsabilità delle istituzioni, indirizzare i ragazzi verso le scelte più giuste. Questo è l'impegno che prendo personalmente di fronte a voi. Cercatemi, fatevi presenti con le vostre esigenze, perché cresca la consapevolezza da parte di tutti noi che fare una scelta sbagliata potrebbe portare a una perdita sconvolgente. Questo dolore immenso, deve spingerci a portare avanti una battaglia ancora più forte, ancora più incisiva, con il vostro aiuto, con quello delle parrocchie, delle istituzioni e di tutta la società civile. Non si può morire a causa della droga, non si può morire a 18 anni".

Oggi l'autopsia a Spoleto

È fissata per le 15.00 del 15 ottobre all'istituto di medicina legale di Spoleto, l'autopsia della salma di Maria Chiara. L'esame sarà eseguito dal medico legale Massimo Lancia incaricato dalla pm, Camilla Coraggio, coadiuvato nelle operazioni dalla collega Paola Melai che si occuperà delle analisi tossicologiche.

Ad assistere alle operazioni, anche i periti di parte e medici legali, Mauro Bacci (per la famiglia di Maria Chiara) e Laura Pagliacci Reattelli (per la famiglia del fidanzato). 

L'esame autoptico sarà il primo vero mattoncino sul quale ricostruire tutta l'ipotesi indagatoria, perché farà luce sulla natura della sostanza che avrebbe ucciso la ragazza, che sarebbe stata acquistata da ignoti a Roma (per i quali si è aperto il fascicolo per "morte in conseguenza di altro delitto") e iniettata nel corpo della giovane da parte del findanzato (accusato, per formalità, di omicidio preterintenzionale) poco dopo l'acquisto.

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Solo dopo l'esame autoptioco e il nulla osta dell'autorità giudiziaria, la salma della giovane potrà essere restituita alla famiglia per i funerali. 

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