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Attività ternana riparte: “Spirito partecipativo dove si ‘respira’ socialità e condivisione. Proponiamo piatti provenienti da diverse parti del mondo”

Ripartita l’esperienza del Lab.Biciclario in tandem con Arci Solidarietà Terni

“Due mondi intrecciati spontaneamente da tempo sul piano della promozione della socialità e dell’inclusione”. Il Lab.Biciclario ha rialzato le serrande, grazie all’impegno di Arci Solidarietà Terni. Nei giorni scorsi l’attività - collocata in centro - è tornata ad offrire una variegata offerta: la ciclofficina, l’enogastronomia, eventi e tematiche da sviluppare all’insegna della mobilità dolce ed opportunità di socialità. Tra le peculiarità da rimarcare l’inserimento lavorativo di richiedenti asilo, le consegne a domicilio, il servizio civile, i prodotti della cooperativa sociale agricola Horto.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it i gestori ripercorrono i passaggi salienti dell’esperienza Lab.biciclario (Lab naturalmente è diminutivo di Laboratorio): “La cooperativa Lab.Biciclario ha debuttato nel corso del 2018 con l’apertura del locale. Un progetto che nasceva con il sostegno di Banca Etica Microcredito, ripercorrendo alcune esperienze fatte dai soci all’estero. I principi fondanti sono sempre stati i medesimi: socialità, inclusione, partecipazione, condivisione”.

Il legame con Arci: “Frequentando il locale è divenuto ‘naturale’. In pratica si sono incontrate due anime. Il biciclario era stato pensato anche per rafforzare il concetto di mobilità dolce e diffonderlo in città. È stato possibile partecipare anche ai tavoli con il Comune di Terni, incentivare e sensibilizzare sul tema”. Come capitato per moltissime altre attività l’emergenza sanitaria ha creato non poche problematiche: “La riduzione degli orari, l’opzione takeaway. Di tentativi sono stati fatti per mantenerlo vivo. Purtroppo le difficoltà erano molteplici anche perché i ristori erano ponderati in base allo storico di ogni singolo locale. Riassorbire gli investimenti, anche dopo il periodo di chiusura, non è stato affatto semplice, tutt’altro. Purtroppo è arrivata la decisione di chiuderlo”.

Alla fine del mese di febbraio è stata annunciata la riapertura: “Eravamo legati in modo viscerale – affermano i gestori – e pertanto ci siamo prodigati in tal senso. Quando ci è stato chiesto un supporto non ci siamo tirati indietro come Arci Solidarietà Terni”. Un tandem funzionale che propone la formula apericena e pizza abbinando anche la ciclofficina: “Sono stati acquistati dei kit di trasformazione delle bici in e-bike. Il tema della mobilità sostenibile è portante così come la filosofia del riuso. Recupero e manutenzione delle biciclette sono al centro del progetto”.

A tutto ciò viene abbinata la parte dell’enogastronomia: “Vini e birre da produzioni locali, piatti caratteristici provenienti da varie parti del mondo attraverso uno ‘scambio’ culinario con i ragazzi rifugiati che dunque possono imparare a cucinare i ‘nostri’ piatti e proporre i loro. Abbiamo sempre ambito ad un circolo Arci rivisitato in chiave moderna, mettendo insieme formazione ed intrattenimento. Un locale ‘diverso’ sotto certi punti di vista che evoca i locali tipici distribuiti in varie parti del mondo. Nel progetto sono coinvolti anche i volontari del servizio civile.  A partire dalla tarda primavera – annunciano - scatterà la gestione del Valnerina bike-sharing lungo la ciclovia che va da Terni a Sant’Anatolia di Narco. Una filiera di cose sane e di persone che tentano di essere un po’ più giuste per la propria comunità e per il resto del mondo”.

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