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Largo Cairoli, un tesoro emerge dal sottosuolo. Le attività storiche: “Due cantieri, tanta polvere e meno clienti”

Il progetto di riqualificazione e i reperti emersi dopo i primi scavi: “Da quando è stato aperto il cantiere abbiamo perso i parcheggi che potevano ospitare i nostri clienti”

Una nuova determina è stata adottata dall’amministrazione comunale, per il progetto di riqualificazione afferente largo Cairoli. Come viene spiegato all’interno del documento: “Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Soprintendenza, sono previsti dei lavori di ripulitura ed evidenziazione dei reperti emersi e, successivamente, una campagna di scavi di approfondimento archeologico”. Pertanto: “Per dare seguito all’esecuzione della campagna di scavi preliminari di ripulitura, dell’approfondimento archeologico e del progetto di scavo per le indagini successive, è necessario procedere all’affidamento degli interventi”.

Un passaggio molto importante per cercare di capire il futuro di largo Cairoli. Come afferma il capogruppo di Terni civica Michele Rossi: “Il Comune dovrà redigere un progetto di approfondimento su quanto emerso da inviare alla Soprintendenza. La stessa si esprimerà sulla valorizzazione. A questo punto si dovrà attualizzare il progetto già esistente, di sistemazione dello spazio, con delle nuove scelte finali che tengano conto dei rinvenimenti e delle indicazioni le quali arriveranno dall'organo di tutela". Gli archi, i muri ed i reperti ormai visibili - ad occhio nudo - dovranno essere attenzionati per poi capire come valorizzarli, all’interno di un progetto di restyling che interessa direttamente anche le attività commerciali.

A tal proposito, proprio ad alcuni commercianti, siamo andati a chiedere un parere sulla riqualificazione della zona. Il parere appare unanime su un punto: “La presenza di due cantieri (l’altro fa riferimento all’edificio dinanzi le attività ndr) e la contestuale polvere innalzata oltre la presenza di camion e ruspe disincentivano il flusso della clientela. Senza dimenticare che, andando a lavorare su una zona precedentemente adibita a parcheggi, sono diminuite le soste a disposizione dei potenziali clienti”. Insomma al momento: “Il numero è sicuramente diminuito e il periodo contingente legato ai rincari energetici non aiuta, tutt’altro”.

Il progetto di riqualificazione prevede, o meglio prevedeva in attesa di futuri risvolti dettati dalle scoperte, lo spostamento di qualche metro delle attività. Su questo aspetto c’è chi si è esposto favorevolmente e chi, diversamente, vorrebbe proseguire a fruire degli spazi attuali. I commercianti di quella zona rappresentano una componente storica del commercio cittadino poiché, in alcuni casi, sono state intere generazioni protagoniste, nel passarsi il testimone e garantire la prosecuzione del lavoro.

Tornando all’affidamento, indicato nella determina, viene specificato che: “Non potendo quantificare con precisione i volumi di scavo, dipendenti da situazioni impreviste ed imprevedibili, ed eventuali prescrizioni della Soprintendenza, in questa fase i relativi costi sono stati stimati in 40 mila euro rimandando la quantificazione effettiva della spesa a conclusione delle citate operazioni di scavo”.

Lo scorso 9 maggio era stato annunciato che: “La fine dei lavori è prevista entro il 2023”. A seguito di tutte le vicissitudini che hanno interessato il cantiere, al momento è difficile ipotizzare una conclusione dei lavori, entro il termine indicato. Anche perché di sorprese potrebbero emergerne ulteriori dal sottosuolo.

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