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Terni, Nicolò Lauteri spicca il volo: “Colpito dal magico mondo dell’opera lirica da bambino”. I complimenti di Fiorello ed il debutto nel Rigoletto

Il giovane cantante lirico, basso, si racconta: “Al giorno d’oggi canto con una voce più matura (anche se deve terminare il suo percorso di sviluppo naturale) e con una consapevolezza differente rispetto all’inizio della carriera”

Un amore a prima vista o meglio al primo ascolto. Il giovane Nicolò Lauteri sta riscuotendo consensi diffusi grazie ad una voce, quando era un bambino tenorile, per poi dopo lo sviluppo della muta e poi della tecnica viene riconosciuta nella categoria da basso. Un percorso piuttosto articolato, che si connota nel percorso di sviluppo di ogni singola persona seppur con necessari distinguo, come nel caso specifico. Distinguo rientranti in un talento fuori dal comune, impegno, dedizione e tanto sacrificio.

Alla nostra redazione di www.ternitoday.it Nicolò ricorda il primissimo approccio alla musica, a seguito di un particolare episodio: “Ascoltando ‘Nel Sole’ di Albano. Un mito della canzone italiana, fonte di ispirazione per il sottoscritto. Avevo sei anni quando fui letteralmente colpito da quel brano. Tre anni dopo iniziai a studiare canto ma intraprendendo un altro genere ovvero l’opera lirica, con lo studio della tecnica, del solfeggio e del pianoforte. Le varie masterclass frequentate inerenti al perfezionamento della voce e della recitazione apportarono ulteriori benefici. Da dieci mesi mi perfeziono con il baritono, Marzio Giossi. Un maestro che può annoverare ben 40 anni di carriera alle spalle”.

Alcune esperienze passate da ricordare: “Ho cantato l’Inno di Mameli alla cerimonia dei mondiali di scherma paralimpica, per poi partecipare ad eventi di beneficenze al Cet con la presenza straordinaria dei maestri Mogol e Terence Hill ed iniziative alla basilica di San Valentino, in concomitanza della festività dedicata al santo patrono dell’amore in tutto il mondo. Il prossimo 20 aprile (ne scriviamo più avanti ndr) farò il mio debutto canoro e recitativo nel Rigoletto”. Una voce poderosa: “Da bambini è possibile constatare il cambio della muta. Una ulteriore trasformazione si concretizza con lo sviluppo, seppur negli uomini il percorso è più lungo rispetto alle donne. Poiché sono stato precoce è stato possibile intraprendere qualche anno prima lo studio di varie arie ed arrivare a una tessitura da basso. La voce si sviluppa naturalmente, in un contesto di tecnica che mette in mostra la propria dote”.

Ventuno anni compiuti ed un ‘secondo’ amore da coltivare con cura: “Sono stato folgorato dal ‘magico’ mondo dell’opera. Lo studio si basa sullo spartito e la tecnica, poiché il bel canto vuole una certa tecnica per poi emettere un determinato timbro. "Le caratteristiche sono molteplici come l’uso del fiato, del diaframma, l’avvicinamento delle corde vocali il sollevato del palato molle che alzandosi fa risuonare la voce in maschera. Insomma una serie di nozioni scientifiche che fanno sì che la voce del cantante lirico si possa sentire in un teatro senza amplificazione".

Nel corso della chiacchierata Nicolò spiega che non è facile spiegarlo a parole. In effetti, basta saper ascoltare in questi casi specifici. “Per un artista la famiglia, gli insegnanti e le persone che trasmettono supporto sono tutto. E’ molto importante conservare e preservare determinati valori. Nello specifico ambito è facile imbattersi in cattiverie, invidie diffuse che vanno sempre schivate. La musica porta pace ed unisce, non divide altrimenti non è praticata nel giusto modo.”

Un traguardo che equivale ad un trampolino di lancio: “Ho partecipato al concorso ‘A. Belli’ del teatro sperimentale di Spoleto, preparando cinque arie d’opera ed un ruolo pronto di un’opera a scelta. Dopo aver superato la fase eliminatoria, semifinale sono arrivato fino alla finale, ottenendo il terzo posto. Potrò dunque beneficiare di una borsa di studio che equivale a dieci mesi di studio, suddivisi in un biennio oltre ad eventi che si svolgeranno a Spoleto ed in diversi altri teatri dell’Umbria”.

L’incontro con Fiorello: “Avvenuto al bar River, a pochi passi dove si svolge lo spettacolo Viva Rai 2. Ho ricevuto dei complimenti, dopo aver cantato ‘O sole mio’ a cappella. Dopo qualche settimana sono tornato e m’ha riconosciuto, tra il pubblico presente”.

Il prossimo sabato 20 aprile (ore 21) appuntamento al Gazzoli: “Avrò l’onore di cantare e recitare nel ruolo de ‘Il conte di Monterone’. Lo spettacolo è dedicato a Nera Marmora, in occasione del centenario della sua morte. Una serata speciale dato che ‘Rigoletto’ sarà il maestro Giossi che affiancherà con grande onore”. I ringraziamenti per concludere: “Al mio maestro che ha sempre creduto nel sottoscritto e quotidianamente fornisce consigli preziosi perfezionandomi la tecnica, data la sua immensa esperienza. Un pensiero va anche ai genitori, nonni, fratelli e alla fidanzata che mi supporta e sopporta. Infine ringrazio tutte le persone che mi seguono con grande amore”. Se volete apprezzare le doti di Nicolò è possibile seguirlo sui canali social di riferimento.

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