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foto di repertorio

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Lavoro a Terni, una situazione allarmante tra offerta e domanda: giovani più colpiti

Le analisi comparate che riguardano la città dell’acciaio e l’emergenza sempre più palpabile avvertita soprattutto tra i giovani

Secondo i dati forniti dal DUP gli occupati in provincia di Terni sono circa 85 mila, un quarto dell’intera regione Umbria. Il 75,7% dei lavoratori ternani hanno un contratto di lavoro dipendente, anche se il ricorso al tempo determinato è sempre più frequente, mentre i restanti fanno parte della categoria autonomi. Alla fine del 2018 il tasso disoccupazione si è ridotto di due punti, rispetto al 2017. Dall’11,7% si è passati infatti al 9,8%. Tuttavia, a fronte di un livello occupazione leggermente in rialzo è possibile ipotizzare un altro dato piuttosto significativo ovvero l’aumento dei cosiddetti inattivi. Si tratta di coloro che non sono alla ricerca di un lavoro oppure - anche solo temporaneamente - hanno volutamente interrompere. Un aspetto negativo che si computa ad altre statistiche piuttosto allarmanti: la disoccupazione giovanile si attesta a 40,9% per gli appartenenti alla classe d’età 15-24 e scende poi al 16,8 per quella tra 25-34. Infine risulta particolarmente negativa la situazione delle donne per le quali la disoccupazione giovanile sale al 58%.

Cause e fenomenologia

Ad un’adeguata domanda di lavoro è comprensibile auspicare un'offerta adeguata. Le soluzioni altrimenti sono due: smettere di cercare – anche solo temporaneamente - un’occupazione (inattivi) o tentare la fortuna al di fuori del perimetro territoriale. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, secondo gli ultimi dati forniti da Unioncamere, le imprese iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Terni sono passate da 21664 a 21882. Inoltre a fronte di 334 domande di iscrizioni sono sopraggiunge 175 di cancellazione, dati piuttosto positivi in tal senso che potrebbero far sperare, seppur indirettamente, a nuove prospettive in ambito occupazionale. Un giovane che si mette alla ricerca di un lavoro (si fa riferimento a coloro che consultano offerte su siti o giornali specializzati ad esempio) trova la seguente situazione. I campionamenti sono riscontrabili mediante una semplice consultazione guidata. Sui rispettivi CPI quello di Terni propone sei posizioni aperte attive, due ad Orvieto. A Perugia ce ne sono 119, di queste 83 nel capoluogo 19 inserite per l'area di Foligno e le restanti per quell di Città di Castello. E’ naturale ricordare che, solo da un punto di vista di popolazione residente, la provincia di Perugia è il triplo di quella di Terni. Opportuno specificare che questo campionamento è effettuato in un momento dove le offerte di lavoro sono minori, causa stagionalità, anche se le proporzioni non sono distantissime rispetto al resto dell’anno. Andando a verificare sui portali specializzati, un altro esempio arriva da Infojobs dove, spuntando i flag riguardanti la provincia di Perugia e gli ultimi 15 giorni di pubblicazione troviamo 107 offerte complessive, di queste 64 nel capoluogo. A Terni e provincia ce ne sono appena dodici, di queste dieci in città. Il rapporto è di 30 offerte a 5 in Adecco, da inizio del mese, mentre di 36 a 6 alla Ranstad, per citare due ulteriori siti specializzati. Tutte proporzioni molto dissimili da quelle relative alla popolazione presente sui territori. Insomma la situazione, seppur complessivamente leggermente migliorata, è ancora allarmante soprattutto tra i giovani tra inoccupati e disoccupati con particolari ed ulteriori distinzioni, in negativo, in termini di genere.

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