Lavoro in nero, cresce l'occupazione sommersa: è il sintomo della crisi

Oltre 70 lavoratori in nero scovati in un anno dalla Guardia di Finanza, si conferma il trend negativo del sommerso nella provincia di Terni mentre le aziende falliscono e chiudono i battenti per sempre

Sono almeno una settantina i lavoratori in nero scoperti nel corso dell’ultimo anno nella provincia di Terni. I dati diramati a giugno dal comando provinciale della Guardia di Finanza parlano chiaro: 57 lavoratori in nero e irregolari e 34 datori di lavoro denunciati. La maggior parte nel settore edile. A questo si aggiungono i dieci lavoratori completamente sconosciuti al fisco scoperti pochi giorni fa nell’Orvietano nell’ambito dei controlli estivi a contrasto dell’evasione fiscale e del sommerso da lavoro. Senza contratti né tutele, erano ‘dislocati’ in tre ristoranti. In particolare, tra i lavoratori in nero sono stati individuati un minorenne privo del permesso di soggiorno e un uomo appartenente a un nucleo familiare che percepiva il reddito di cittadinanza. Un fenomeno, il lavoro nero, che dunque continua a mantenere un trend di alto livello per una realtà come quella ternana, definito ‘rilevante’ dal comando delle Fiamme Gialle di Terni, oggetto di controllo e attenzione costante. I controlli vedono impegnate su più fronti tutte le forze dell’ordine come la polizia di Stato che giovedì scorso ha denunciato un cittadino dell’Ecuador di 34 anni per la violazione delle leggi sull’immigrazione. L’uomo, clandestino, era venuto a Terni per lavorare come operaio in un cantiere edile ed è stato rintracciato dalla squadra Volante. Dal controllo è infatti emerso che l’ecuadoriano, con precedenti penali per spaccio, non aveva ottemperato a un ordine di espulsione. L’uomo, dopo la denuncia, è stato nuovamente espulso, mentre sono in corso le indagini sul titolare della ditta che ha impiegato lo straniero come operaio, naturalmente senza contratto, in quanto clandestino. Il lavoro sommerso quindi continua a tenere banco e anche gli enti così come le associazioni di categoria cercano di tenere alta la guardia basti pensare che nel primo semestre 2018 la Direzione territoriale del lavoro di Terni ha rilevato ben 105 casi di lavoro irregolare di cui il 40,0 per cento riferiti a situazioni di sommerso. La percentuale più elevata di casi di lavoro nero si riscontra nell’edilizia. Il fenomeno si manifesta in modo più contenuto nel resto dell’industria e nei servizi. Fenomeno preoccupante, come spiega anche il presidente della Camera di commercio Giuseppe Flamini: “Certamente l’attenzione è totale anche da parte nostra, anche se noi non siamo un organo di controllo. La situazione non è affatto rosea. E’ una conseguenza della crisi, con molte persone che non riescono ad arrivare a fine mese. E’ noto che più aumentano le tasse e più aumenta il sommerso, invertire il meccanismo purtroppo appare complicato”. Crisi e lavoro nero si prendono spesso per mano. Nel corso del secondo semestre del 2018 nella provincia di Terni si sono registrati 15 fallimenti di imprese.

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