Lunedì, 20 Settembre 2021
Attualità

L’impresa di un giovane ternano: “Ho raccontato la storia di un leader politico con il rischio di essere arrestato”

Marco Piantoni presenta all’anfiteatro Fausto ‘L’asino che vola’ un docufilm incentrato sul leader Biram Dah Abeid. Appuntamento mercoledì 15 settembre con inizio alle 20.30

foto di repertorio

Vivere in condizioni di estrema povertà ed essere sottoposti a forme di schiavitù, nonostante sia stata abolita ufficialmente nel 1981. Lo stato della Mauritania appare lontanissimo ai nostri occhi. Eppure la popolazione del paese collocato in Africa occidentale necessiterebbe di grande attenzione. Nel corso del 2018 Marco Piantoni è entrato all’interno della FIDU ossia la Federazione Italiana Diritti Umani. Una scelta che gli ha consentito di scoprire temi ai più sconosciuti e confrontarsi anche con l’annosa questione della schiavitù: “Avevo un grande interesse rispetto ai diritti umani ed internazionali, oltre che a tematiche le quali, magari, vengono poco affrontate”. L’idea del docufilm in una fase contingente particolare dove si tennero le consultazioni elettorali: “Nel 2019 mi chiesero di accompagnare il leader politico Biram Dah Abeid a diversi incontri. La Federazione infatti segue le vicissitudini della Mauritania da circa 15 anni. Rimasi colpito dalla sua storia poiché ha subito, nel corso del tempo, delle ingiustizie e violenze assolute, computando anche due anni di carcere. Durante tali incontri – ricorda Marco – molti giornalisti posero delle domande prettamente di connotazione politica e non incentrate sull’aspetto umano della vicenda. L’esigenza mia personale è stata quella di raccontare le elezioni che lo videro tra i protagonisti, da un punto di vista prettamente personale. Ho dunque pensato che lo strumento più idoneo fosse il video, tirando anche fuori la parte emotiva”.

La situazione è molto difficile nel paese africano: “Ho compiuto un’impresa quasi impossibile. Molte delegazioni umanitarie sono state respinte. La paura più grande è stata quella di essere fermati e magari anche arrestati. Non avevamo i permessi per fare alcune cose, anche perché non ce l’avrebbero dati. Ci siamo recati in loco con Antonio Stango, presidente della Federazione. La presenza di Biram sicuramente ha aiutato in tal senso. Tuttavia il viaggio è sconsigliato per qualsiasi motivo. Giravamo i video con i cellulari per poi riversare e custodire le immagini, prima di cancellarle. Ad esempio siamo stati all’interno di un seggio con il rischio di essere scoperti. In quei giorni ho davvero faticato molto a dormire. Ora se ci ripenso sono orgoglioso di aver fatto quel tipo di esperienza”.

La curiosità ed il successo riscontrato: “Non sono affatto sono un reporter di guerra poiché mi occupo di consulenza gestionale. Nonostante le risorse limitate – sottolinea Marco Piantoni – il docufilm è stato presentato e proposto in diversi festival anche internazionali come Macedonia e Brasile. In Italia diffuso alla Camera dei Deputati oltre che Ragusa, Forlì, Padova dove ha vinto il premio come voto del pubblico Best Documentary Short, Ischia ed in una località della Toscana. La presentazione a Terni però ha un qualcosa in più poiché è la prima volta che approda in città. Abbiamo raggiunto l’obiettivo di dar voce a chi non ne ha, percepisci un’energia incredibile. E’ doveroso citare chi ha fatto parte di questo progetto ossia Lorenzo Bernardini, Alessandro Deflorio, Simone Piantoni, Marco Testa e Claudio Gabriele”.

Una scelta mirata: “Il titolo ‘L’asino che vola’ è la base su cui andava costruito montaggio e scrittura. In realtà trattasi una frase utilizzata per raccontare qualcosa che non esiste. In pratica è stessa cosa che viene detta al leader politico nel tentativo di vincere le elezioni e dare una svolta al tema dell’abolizione schiavitù”. Infine la serata evento all’anfiteatro Fausto del 15 settembre: “Inizialmente si svilupperà un dibattito molto veloce con la presentazione della FIDU e l’introduzione di Antonio Stango, incentrando la discussione sul tema della schiavitù. Successivamente spazio alla proiezione, al dibattito e l’ingresso di Biram Dah Abeid. Parteciperanno anche il presidente della sezione Italia di IRA Mauritania Yacoub Diarra ed il presidente del comitato romano della FIDU Alessandro Gioia. Coordinerà il rappresentante del ‘Collettivo Catena’ Matteo Paloni”.

Biram Dah Abeid è un politico africano e attivista mauritano per l'abolizione della schiavitù ed è considerato il ‘nuovo Nelson Mandela’. Nel corso degli anni ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali soprattutto dalle Nazioni Unite. Inoltre è considerato tra le cento persone più influenti al mondo per la lotta a favore dei Diritti Umani.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’impresa di un giovane ternano: “Ho raccontato la storia di un leader politico con il rischio di essere arrestato”

TerniToday è in caricamento