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Rami pericolosi, a Terni sono raddoppiate le richieste di risarcimento danni

La maggior parte delle denunce contro Palazzo Spada riguarda le strade dissestate: nella metà dei casi che finiscono in giudizio, l’amministrazione comunale risulta “soccombente”

L’anno nero è stato il 2020, quello del Covid. Segno che anche il verde della città di Terni ha dovuto fare i conti con le conseguenze della pandemia. Gli uffici di Palazzo Spada rilevano però che, nel 2022 i sinistri derivanti da lesioni e danni da alberature sono “quasi raddoppiati rispetto al 2021, passando dal 6,86 al 12,86 dei sinistri totali denunciati”.

Della questione si è parlato anche qualche settimana fa in consiglio comunale, alla vigilia di una serie di interventi di potatura che stanno continuando a interessare la città dell’acciaio (nelle scorse ore, ad esempio, sotto i “ferri” è finito viale della Stazione). Soprattutto, l’amministrazione comunale sta riprendendo in mano i fascicoli delle denunce per capire su quali si può intervenire prima di arrivare in tribunale così da limitare - almeno - i danni. Visto che, di solito, le sentenze sono sfavorevoli a Palazzo Spada e dunque, al conto di chi ha avuto l’auto o la casa danneggiata per un ramo che si è spezzato, bisogna aggiungere anche le spese legali.

I sinistri, dicevamo. Dei 70 denunciati nel corso del 2002 (sono gli ultimi dati aggiornati e disponibili) 51 hanno riguardato “lesioni e danni materiali per dissesto stradale” ossia buche e tombini. I sinistri da “alberature” sono stati 9: erano 7 l’anno precedente e addirittura 19 nel 2020. Non cambiano invece i numeri relativi a danni da animali selvatici (2 dal 2018, nonostante il boom di “passeggiate” di cinghiali e non solo anche fra le vie del centro) e le lesioni e i danni denunciati da chi ha avuto imprevisti camminando lungo i sentieri della cascata della Marmore: erano 3 nel 2018, continuano ad essere 3. C’è da dire che è comunque diminuito il numero di sinistri denunciati, passati dai 129 del 2018 ai 70 del 2022

Rispetto al totale dei sinistri nel quinquennio 2018/2022, pari a 466, il 35,41% è aperto ma non in causa; il 42,06% è stato archiviato per incompetenza o chiuso per rigetto; il 7,08% ha avuto una transazione; l’1,07% è stato cancellato; il 6,44% è finito in prescrizione e il 7,94% è in causa. Di questi, il 48,65% risulta ancora pendente, per il 40,54% l’amministrazione comunale risulta soccombente, per l’8,11% vincitrice.

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