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La lettera del vescovo di Terni: “In ospedale ho compreso la fragilità, la preziosità e la bellezza della vita”

Il ringraziamento di padre Giuseppe Piemontese dopo il ricovero al Santa Maria: “Grazie a medici e infermieri del reparto di cardiologia, sono ottimi professionisti. E grazie per le tante preghiere”

“Quattro giorni di improvviso ricovero e degenza in ospedale mi hanno aiutato a comprendere la fragilità, la preziosità e la bellezza della vita, ma anche ad apprezzare la competenza, l’abilità e la delicatezza di tanti medici, infermieri e personale sanitario, che si prendono cura di te e che fanno di tutto perché tu, proprio tu, stia bene”.

Padre Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni Narni Amelia, è uscito ieri dal reparto di cardiologia del Santa Maria dopo il ricovero cui è stato costretto per un improvviso malore e dove gli è stato impiantato un pacemaker. Una volta tornato a casa, il presule ha voluto ringraziare “sentitamente tutte le persone che si sono prese cura di lui, i medici e infermieri del reparto di cardiologia che si sono dimostrati degli ottimi professionisti” e tutti coloro che in questi giorni “hanno espresso attestazioni di vicinanza, hanno pregato, trepidato perla sua salute ed espresso auguri di pronta guarigione: autorità istituzionali, confratelli sacerdoti, diaconi e cristiani della diocesi”.

“E poi – scrive il vescovo - il coro dei parenti, di tanti amici e conoscenti che trepidano per te, pregano perché tu possa ascoltare la voce di Gesù, che viene a bussare alla tua porta per salvarti. E infine avverti la gioia per tante persone che ti vogliono bene, e che nei modi più disparati cercano di farti sentire la vicinanza e l’incoraggiamento a lottare e reagire alla malattia”.

“Ora, varcata la soglia in uscita dell’ospedale, desidero dire grazie a tutti voi, amici e amiche, medici e personale sanitario, ad uno ad uno, coinvolgendovi nella preghiera di ringraziamento al Signore e a santa Maria, titolare della casa della salute, che mi ha ospitato, e pregando perché ciascuno di voi e i vostri cari possiate vivere sani e sereni”.

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