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Giovedì, 29 Settembre 2022
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Ospedale di Terni, tornano i letti sui corridoi: rischi per i pazienti e per gli operatori sanitari

La denuncia della segreteria territoriale Fsi-Usae: “Chiediamo l’intervento immediato della direzione aziendale per il miglioramento della qualità assistenziale e lavorativa al Santa Maria” | LE IMMAGINI

“Nell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni ancora oggi troviamo pazienti ricoverati nei corridoi, il personale allo stremo per i carichi di lavoro e gli straordinari continui che non permettono ferie né riposi, abbiamo reparti in grande difficoltà con poco personale sanitario e gli oss che vengono impiegati su più reparti”.

A parlare è la segreteria territoriale Fsi-Usae di Terni che denuncia ancora come la dotazione di infermieri di turno “è ai minimi termini rispeto al numero di pazienti ricoverati”.

“Un numero significativo di ricoveri in più non è banale. Qualità e quantità non vanno propriamente a braccetto - aggiunge il sindacato - La significativa modificazione dell’ambiente di lavoro ed il sovraccarico assistenziale, dovuto ai ricoveri in sovrannumero, può essere fonte di problemi di sicurezza per gli operatori e per gli stessi pazienti”.

Letti in corsia all'ospedale di Terni

Il sindacato sottolinea poi come il ricovero in un letto di corridoio comporta “assenza di privacy” dovuta al fatto che il paziente “rischia di subire cure igieniche plateali e pubbliche” e una serie di altri problemi come la “mancanza di campanello per avvisare delle necessità”, la “mancanza da una sorgente elettrica vicina per le necessità quotidiane ma anche per l’utilizzo in emergenza di apparecchiature medicali”, l’assenza “di fonte di ossigeno disponibile” e “bombole di ossigeno viaggianti”.

“Questa è la sanità umbra che vogliamo?”, si chiede Emanuele Iannone, segretario territoriale Fsi-Usae di Terni. “Un grazie va fatto a tutto il personale tecnico sanitario che coscienza, professionalità e grande forza di volontà consente di garantire una adeguata risposta assistenziale. Ma per quanto sarà possibile?”.

Il sindacato chiede perciò “l’intervento immediato da parte della direzione generale aziendale e delle autorità competenti per il miglioramento della qualità assistenziale dei pazienti e della qualità lavorativa degli stessi operatori che si trovano a volte a dover gestire pazienti anche Covid all’interno dei reparti di degenza senza le dovute zone filtro e gli idonei dispositivi e percorsi per la salvaguardia della propria salute e degli utenti”. 

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