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Lo storico quartiere multietnico di Terni e l’iniziativa ‘Il presepe di tutti’: “Costruito dai cittadini nel segno della tradizione”

L’iniziativa di Giorgio Crisostomi: “Nonostante l’emergenza sanitaria ho pensato di riproporlo come simbolo delle festività natalizie”

foto presepe

Un quartiere simbolo di Terni, profondamente rinnovato, al cui interno (quando era possibile ndr) sono state organizzate iniziative anche molto originali ed apprezzate, come ad esempio ‘Il concerto dai balconi’. Lungo le sponde del torrente Serra, nel cuore di via Bezzecca, risiede l’attività di Giorgio Crisostomi, uno dei pochi artigiani della città che lavora manualmente. La sua falegnameria detiene un’altra particolarità: è l’unico esercizio presente. Attraversando la via è possibile notare un presepe dove sono esposte alcune statuine, altri aspetti caratteristici ed un cartello con scritto ‘Il presepe di tutti’.

“Fino allo scorso anno facevamo anche un albero di Natale” racconta Giorgio. “Lascia tu che puoi e prendi tu che non hai. In pratica era destinato a chi si trovava in condizioni di maggiori difficoltà e poteva beneficiare di un piccolo regalo, lasciato da chi invece aveva le possibilità per farlo. Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria ho deciso di interrompere questa iniziativa”.

Ciò che invece è rimasto: “E’ una rappresentazione aperta al pubblico. Può partecipare chiunque” osserva il falegname. “Chi vuole aggiungere le statuine può farlo con la speranza di poterle ritrovare alla fine dell’esposizione. Sono state rubate in passato. Lo scorso Natale avevano partecipato anche dei bambini”. Le statuine: “Le abbiamo disegnate insieme a mia moglie. Successivamente sono state dipinte da altre due persone ed inoltre ci sono anche delle opere di pittura. Sono almeno dodici anni che lo allestisco quindi, nonostante il momento complesso, ho deciso di riproporlo come simbolo delle festività natalizie. Fa piacere che i singoli cittadini collaborino”.

L’attività 

La falegnameria, nel corso del 2021, spegnerà venti candeline: “Mi trovo all’interno di un quartiere multietnico. Rispetto a quando ho iniziato questo lavoro sono cambiante tante cose. Nel 2001 infatti non erano cominciati per il restyling del quartiere di Sant’Agnese. C’era una strada asfaltata con le macchine che potevano attraversare la via. Ora invece il traffico è interdetto con tutti gli aspetti positivi (e meno) che ne conseguono. L’opera di ristrutturazione ha comportato la chiusura alla circolazione veicolare ed un contestuale abbellimento. Sono state installate delle piante, siepi, realizzati dei restauri ed una piazza.”. La storia della città: “Sono stati scritti due libri su questo quartiere, è uno dei simboli di Terni. Ora singoli cittadini si sono organizzati per procedere alla pulizia e mantenere il decoro”. Infine una curiosità: “Se passate nelle prime ore del pomeriggio trovate un sole meraviglioso, ad aspettarvi”.

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