Sabato, 13 Luglio 2024
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Attività commerciale ternana ‘raddoppia’: “Esperienza di gusto nel cuore pulsante della città. Una sorella piccola collocata in piazza”

Il racconto di Barbara Marchetti: “Ristorazione semplice con attenzione al prodotto. Il team risulta fondamentale poiché senza di loro non sarei riuscita ad aprire in appena un mese e mezzo”

Un nuovo progetto imprenditoriale per Barbara Marchetti che ha inaugurato, nelle scorse settimane, il locale ‘L’Écurie in Piazza’. Alla nostra redazione di www.ternitoday.it ha raccontato le motivazioni preponderanti che l’hanno spinta a raddoppiare gli sforzi ed avviare un’attività definita ‘Sorella piccola’ rispetto a ‘L’Écurie’ originario. Il suo percorso nel comparto dell’enogastronomia iniziò vent’anni fa, insieme a Roberto Fani. Diedero vita a Cibus prima di interrompere il cammino congiunto poiché lo chef si trasferì in Lussemburgo, aprendo un ristorante stellato.

Anno 2018 coincidente con l’inaugurazione de L’Écurie: “Un locale divenuto simbolo di eleganza e ritrovo per i ternani che vogliono passare del tempo immersi in un’atmosfera accogliente e degustare buon cibo e vino. Abbiamo dedicato tanta attenzione anche alla parte estetica, cercando di centrare un mood diverso e ricercando un qualcosa che potesse essere indicato ed indirizzato per la clientela. La ricerca della location poi è stata incentrata anche sulla tipologia di locale da proporre. Inizialmente – ricorda l’imprenditrice – con un socio per poi proseguire in solitaria poco prima dell’arrivo del Covid”. Una precisazione: “Ho scelto di fare questo lavoro anche per il percorso di studi che ho completato nel settore”.

Il successivo step: “Cercavo qualcosa per l’estate. L’intento era quello di creare un’attività sorella piccola dell’altra, da collocare in piazza. Alla fine, a causa di motivi prettamente logistici, dall’idea della stagionalità siamo passati alla stabilizzazione. A tal proposito L’Écurie in Piazza’ volge il suo sguardo a tutte le generazioni e vuole rappresentare un punto di riferimento per professionisti, studenti, famiglie, turisti che cercano un’esperienza di gusto ed accoglienza nel cuore pulsante della città”.

Una sola differenza da menzionare: “Il menu alla carta è meno assortito semplicemente perché la cucina è più piccola e pertanto avremmo avuto difficoltà a soddisfare tutte le esigenze. Per il resto entrambe le attività sono legate ad una ristorazione semplice con cura del prodotto, cercando di guardare con attenzione al rapporto qualità-prezzo. Il vino lo seleziono girando per le varie cantine. I piatti sono tradizionali, in primo piano, estendendo il concetto alla cucina italiana più in generale”.

Il rapporto consolidato con Umbria Jazz: “Possono contare su un’organizzazione di primissimo piano. Al netto di campanilismi stiamo parlando di un’azienda che fa cultura, riuscendovi con risultati incredibili. Sono davvero contenta di aver istaurato una collaborazione poiché portano un tipo di turismo differente quanto incentivante. Probabilmente chi non ascolta il jazz ignora il fatto che dietro è presente un tipo di lavoro particolare, volto a ricercare professionisti che fanno musica di un certo livello”. Come è nato il rapporto: “Mandai una mail al referente. Il primo anno tutti i posti dove svolgere manifestazioni, erano stati trovati. L’anno successivo passò Carlo Pagnotta in persona che si innamorò del nostro locale, creando un evento con il pianoforte a coda. Siamo ormai giunti alla terza edizione consecutiva”.

La percezione del commercio: “La città avrebbe bisogno di imprenditori provenienti da fuori che detengono una capacità di spesa pensata per tutti i settori. Tutto ciò aiuterebbe ad attirare quel tipo di turismo necessario per far risalire il capoluogo sotto il profilo economico e culturale. Avremmo quel lustro che Terni merita, poiché ci sono delle cose belle da mostrare e valorizzare”.

L’importanza di una squadra forte e coesa: “Il team è fondamentale per raggiungere gli obiettivi e la buona riuscita di ogni singolo progetto, anche quando cambiano le prospettive. Nel caso della sottoscritta non sarei mai riuscita ad aprire il nuovo locale in appena un mese e mezzo. Pertanto tengo a ringraziare Samantha Pantano e Simone Sabatini (chef); Francesco Semplici al bancone, Eleonora Anzini la mente creativa, l’abbigliamento a cura della famiglia Ciocchi. Infine i miei soci Edoardo Capotosti, Francesco Massarini, Giuliano Menicocci oltre al supporto personale di Fabrizio Molinari”.

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