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Commercio a Terni, i locali lasciati sfitti dopo la campagna elettorale: “Fotografia reale di quello che sta attraversando la città”

Numerose le attività utilizzate come punto di riferimento nelle settimane antecedenti al voto. Ripristinata la normalità sono tornate le vecchie problematiche. Le riflessioni di Sergio Sabatini della Fisascat Cisl

Venti liste presentate, sette candidati a sindaco, quasi seicento aspiranti consiglieri. La campagna elettorale è ormai un ricordo lontano poiché, come è noto, la città di Terni ha salutato il suo nuovo sindaco Stefano Bandecchi. Durante le settimane antecedenti al voto, sono stati molteplici i locali utilizzati per lanciare il programma, dar vita ad iniziative politiche e promuoverle. Locali che aspettano di essere nuovamente riempiti per contribuire a rilanciare un centro cittadino che soffre di turn-over, chiusure e delocalizzazioni continue, in ambito commerciale. Segnali che non incoraggiano ternani (e non) a frequentare il cuore pulsante della città.

Il quartier generale di Alternativa popolare era situato in via Goldoni, a pochi metri quello di Forza Italia. Ed ancora la Lega aveva scelto via Petroni così come il candidato Emanuele Fiorini mentre Fratelli d’Italia ne poteva contare diversi tra la Galleria del Corso e via del Tribunale. Inoltre, in quelle settimane dedicate alla campagna elettorale, soprattutto corso Tacito è stato ravvivato a dovere. Le liste a supporto di Jose Maria Kenny, Terni Civica, Terni Masselli sindaco e Fratelli d’Italia avevano infatti selezionato la via principale della città. A pochi passi, in largo Elia Rossi Passavanti, la location individuata da Claudio Fiorelli del Polo alternativo. Appena più staccato, in via Piero della Francesca c’era il vano di riferimento della lista a supporto di Paolo Cianfoni. L’unica ad aver optato per una campagna elettorale differente è stata Silvia Tobia che ha preferito utilizzare il ‘Poderoso’ per lanciare le proprie iniziative.

Attività in centro

A distanza di settimane qual è la situazione? Ebbene. In parte dei negozi menzionati è affisso il cartello ‘affittasi’ con la speranza di poter trovare degli imprenditori pronti a far rinascere i singoli luoghi. Non ci sono insegne, le sale sono praticamente vuote e liberate da ogni tipo di materiale riconducibile alle amministrative. La campagna elettorale ha dato questa opportunità, seppur temporanea. La nuova giunta si è adoperata per rilanciare il commercio. Serviranno sicuramente idee ma anche soggetti desiderosi di scommettere sul centro.

Ad intervenire alla nostra redazione di www.ternitoday.it è Sergio Sabatini della Fisascat Cisl che si occupa quotidianamente della tematica del commercio: “Gli affitti incidono poiché sono troppo alti. L’utilizzo del singolo spazio per la campagna elettorale implica un tempo limitato, rispetto alla gestione di un’attività produttiva che deve essere proiettata al futuro. La crisi diffusa non consente di pagare un affitto e contestualmente detenere un buon reddito, derivato dal fatturato. Pertanto è difficile ipotizzare che questi locali verranno riutilizzati al 100%. Difficile poter trovare anche un’attività che possa rilanciare il centro in una fase di recessione, in cui la riduzione della spesa, a livello familiare, è sempre più evidente”.

Una possibile soluzione: “Si potrebbe, ad esempio, investire sulla cultura e sfruttare questi spazi per piccoli eventi. Ad esempio delle mostre o spettacoli diffusi. Purtroppo tutto ciò rappresenta la fotografia reale di Terni. Un centro poco vivibile ed attrattivo che sta diventando una sorta di periferia per le continue chiusure o delocalizzazioni”. Riflessione finale di Sergio Sabatini: “Auspico il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali per valutare insieme un progetto di rilancio del commercio, soprattutto nel centro cittadino”.

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