Non solo blocchi del traffico, così il Comune lancia la sfida all'inquinamento

Stop alle auto per tre giorni ma solo dopo eventuali sforamenti di Pm10, via la deroga dell'Isee. Controlli negli appartamenti per i riscaldamenti domestici. E poi teleriscaldamento, car pooling e la "rivoluzione" dei corrieri. Ecco il Piano di risanamento ambientale

“Risposte rapide alla città. Ma che non siano spot”. Perché la “ferita” ambientale che sanguina nella Conca deriva da una “storia industriale complessa che ha lasciato segni forti”, ama che da scelte politiche “scellerate e paradossali” animate da un “negazionismo ambientale”. Che oggi lascia spazio ad un “positivismo razionale”.

Non c’è solo il blocco del traffico nel Piano di risanamento ambientale che l’assessore all’ambiente del Comune di Terni, Benedetta Salvati, ha presentato assieme al sindaco, Leonardo Latini, e all’assessore ai lavori pubblici, Enrico Melasecche. Si tratta piuttosto di un dossier che tocca diversi settori e li declina in maniera diversa: interventi strutturali, di compensazione ed emergenziali (“…ma non perché siamo in emergenza”, precisa Salvati) con l’obiettivo di arrivare a trasformare Terni da “città inquinata” a “città recuperata e virtuosa”.

“Si tratta di un progetto di risanamento – dice Salvati – che si può realizzare solo con il contributo dei cittadini. Ai quali, lo so, chiederemo dei sacrifici, con lo stimolo però di avere una città migliore”.

Auto e riscaldamenti

Il blocco del traffico e lo stop agli impianti di riscaldamento domestici rientrano nell’elenco dei provvedimenti “emergenziali” che dunque puntano a gestire la situazione nell’immediato. Rispetto alle anticipazioni della prima ora, nell’ordinanza non comparirà la questione legata all’Isee ossia la deroga al blocco per chi ha un reddito fino a 14mila euro. “Era una ipotesi”, dice il sindaco. Palazzo Spada ha scelto altre strade. Come ad esempio quella di eliminare la “zona zero” dello scorso anno. Esisterà piuttosto una “zona di salvaguardia” che interesserà tutto il territorio comunale (esclusi Papigno, Collestatte, Miranda, val Serra, Collelicino, Cesi scalo e Collescipoli) che sarà sottoposta al blocco del traffico per le auto fino ad Euro 3 (Euro 2 per il trasporto merci ed Euro 0 ed Euro 1 per cicli e motocicli) per tre giorni a settimana - domenica, lunedì e martedì - dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Il blocco scatterà dalla domenica successiva al primo sforamento dei limiti di Pm10 rilevati in una delle centraline piazzate in città da Arpa. Esclusi dal divieto i non residenti, chi si sposterà in quegli orari per motivi di lavoro - ma con certificazione del datore di lavoro - e con alcune deroghe nei giorni prossimi al Natale.

In caso di sforamento di Pm10 verrà emessa anche un’ordinanza per la limitazione dell’uso del riscaldamento domestico che sarà in vigore dal lunedì al giovedì per tutto l’arco della giornata in tutta l’area del comune al di sotto dei 300 metri di altezza per gli apparecchi di riscaldamento domestico a biomassa legnosa. Si tratta di camini e stufe a pellet, a meno che queste ultime non appartengano ad una classe di qualità superiore a 2 stelle. Anche in questo caso le deroghe: se in casa non c’è altro apparecchio per il riscaldamento, se si tratta di un immobile non residenziale e nei giorni festivi. I controlli saranno a cura della polizia municipale, l’ordinanza prevedrà anche multe per chi sgarra.

Teleriscaldamento, dopo 20 anni

“Dopo vent’anni di inutili galleggiamenti” l’obiettivo è di recuperare il progetto del teleriscaldamento voluto dall’amministrazione Ciaurro che però “per le alterne vicende ed indecisioni che sono seguite, costituisce ad oggi una sorta di fallimento”. Il progetto prevedeva di utilizzare l’energia prodotta Ast per riscaldare il quartiere di Borgo Bovio. “Se all’epoca però era necessario parlare con quattro o cinque costruttori – spiega Melasecche – oggi sarà necessario convincere tutti i residenti a riconvertire i propri impianti di riscaldamento”. Il dialogo potrebbe però essere fruttuoso perché l’energia sarebbe, di fatto, gratis e dunque la convenienza, oltre che ambientale (centinaia di caldaie in meno che bruciano combustibili fossili) sarebbe anche economica. Tempi? Costi? “Dobbiamo costituire il pool tecnico che in Comune si occupi del progetto, ma ad oggi purtroppo queste figure scarseggiano. Poi si tratta di comporre un bando, individuare un gestore”. Insomma, la strada è lunga. “Ma la volontà c’è”.
Dal punto di vista del riscaldamento e delle fonti alternative, il Piano di risanamento prevede la riconversione degli edifici comunali e l’utilizzo di fonti alternative (solare, fotovoltaico) negli impianti sportivi, oltre ad una generale ristrutturazione degli immobili di proprietà dell’Ater. Si tratta di migliaia di appartamenti, spesso molto vecchi, e dunque anche molto inquinanti da portare a nuova vita.

Rifiuti e inceneritori

Il passaggio del Piano è sintetico ma chiaro: no inceneritori. L’obiettivo è evitare che gli inceneritori a Terni “siano autorizzati a incenerire ulteriori tipologie di rifiuti speciali o provenienti dalla raccolta differenziata”. Impianti di questo tipo “non sono compatibili con le esigenze del nostro comune”. Ne deriva una impellente necessità di incrementare an cora di più la raccolta differenziata e soprattutto di differenziare davvero, superando gli ostacoli che ancora oggi impediscono di mettere a frutto – e dunque trarre ricavo – gli sforzi fatti nel differenziare i rifiuti urbani. Soprattutto tenendo in considerazione che, in mancanza di una svolta vera, la discarica di Orvieto entro due o tre anni andrà a saturazione.

Le bonifiche

Gli ex studios di Papigno, la discarica ed i siti Polymer, Asm, Sabbione e zona Fiori saranno, finalmente, sottoposti ad interventi di bonifica. O almeno, questo dice il Piano di risanamento. Ad una fase di progettazione e studio, seguiranno gli interventi veri e propri. “Si tratta di processi molto lunghi – dice Salvati – visto che di queste cose si parla ormai da 15 anni”.

Mobilità, trasporto, merci

Partita imponente è quella che riguarda la mobilità urbana in tutte le sue articolazioni: il traffico in città, la sostituzione delle auto più inquinanti, il transito dei mezzi pesanti. A proposito, Anas dovrebbe provvedere a breve ad una serie interventi di manutenzione nell’area di San Carlo per consentire l’eliminazione del vincolo che vieta ai mezzi di oltre 44 tonnellate di impegnare quel tratto stradale. Questo consentirebbe di evitare che i camion in uscita da Ast attraversino alcune strade cittadine. Ma si parla anche di nuove piste ciclabili, il ripristino del servizio di bike sharing in città (l’ormai “desaparecida” Valentina), incentivazione del car-pooling o la disponibilità di auto verdi. “Enel – anticipa Melasecche – ci ha chiesto di poter installare una quarantina di stazioni di ricarica elettriche. Prepareremo una gara, ma ci stiamo lavorando”. Si sta sollecitando la Regione al fine di ultimare la piastra logistica per poi darla in gestione “con un progetto che preveda anche la distribuzione dei pacchi in città in base ad una logistica razionalizzata al massimo, evitando quindi come accade oggi – è scritto nel piano – il transito di centinaia di mezzi che partono con carichi del tutto parziali, spesso minimali”.

Verrà inoltre realizzato un tavolo permanente su ambiente e salute per verificare in maniera sempre più dettagliata gli effetti dell’inquinamento sul benessere dei cittadini. In attesa che, infine, venga ratificato l’accordo di programma tra ministero dell’ambiente e Regione Umbria che metterà a disposizione dei comuni di Terni e Narni (“Serve collaborazione ed un progetto corale”, ha più volte ripetuto Salvati) fondi per 4 milioni di euro da utilizzare, ad esempio, per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici nelle giornate di stop al traffico.

Carne al fuoco, dunque, ce n’è. L’importante è che non venga fuori più fumo che arrosto.

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