Addio malaria, Terni capitale mondiale della ricerca. E c'è anche possibilità di lavoro

In dodici mesi previsto il raddoppio del laboratorio guidato dal professor Crisanti. Primi esperimenti da novembre, polemica con l'università di Perugia

Crisanti, Molaro e Alessandrini

Terni come le università di Oxford e Harvard. Con un laboratorio tutto suo, l'unico italiano a livello mondiale, che potrà accogliere giovani ternani e cervelli in fuga di ritorno in patria. Un progetto di respiro internazionale con uno scopo comune: la lotta alla malaria e la salvezza di milioni di bambini.

Qualche anno fa in pochi ci credevano, ma oggi la sfida è vinta. E il gruppo di ricerca dell'Imperial College di Londra, guidato dal professor Andrea Crisanti, già pensa al raddoppio: “Abbiamo fatto un investimento importante, circa un milione e mezzo di euro per cinque anni – spiega Crisanti – fra dodici mesi prevediamo di assumere 25 ricercatori tutti a tempo indeterminato e tra quattro mesi di raddoppiare l'intera struttura”. Per il momento, il gruppo di ricerca del Polo GGB (genomica, genetica e biologia) di Terni impiega 17 persone, di cui 9 proprio nella conca: “Vogliamo restituire alla città di Terni quello che ci ha dato – aggiunge il professore – valorizzare la comunità locale e dare la possibilità a giovani ricercatori di formarsi in un ambiente internazionale”.

Passi avanti e nuovi esperimenti

“È un cambiamento epocale per la genetica – spiega ancora il professore – perché per la prima volta siamo in grado di cambiarne le leggi. E questa scoperta non riguarda solo le zanzare: con le opportune modifiche, possiamo applicarla a tutti gli insetti”. I finanziamenti ci sono, quelli della Fondazione Bill e Melinda Gates insieme a quelli del Governo americano e della Comunità europea, e le zanzare che hanno creato questo grande scompiglio mondiale sono già arrivate a Terni da Londra.

“Siamo nella fase di programmazione, che durerà dagli 8 ai 12 mesi – aggiunge la dottoressa Greta Immobile Molaro, amministratore delegato del Polo GGB – da novembre ripeteremo gli esperimenti fatti a Londra qui a Terni. Vogliamo fare tutte le sperimentazioni possibili, e proprio il laboratorio ternano avrà un ruolo fondamentale”.

I rapporti istituzionali

Se il progetto ha incassato la massima disponibilità del comune di Terni, con l'assessore Valeria Alessandrini che già ne fissa gli incontri con le scuole, lo stesso non si può dire dell'università degli studi di Perugia, formalmente ancora parte del Polo.

“I rapporti sono rimasti invariati, il dipartimento di medicina sperimentale è partner e rimarrà tale”, ha commentato Molaro. Ma è il coordinatore del gruppo ad andarci pesante: “Posso dire che, dal mio punto di vista personale, professionale e della ricerca, i rapporti con l'università sono di totale incomprensione. Si sono presi la responsabilità di affossare una ricerca di livello mondiale, l'università ha perso un'occasione d'oro”. E sulla possibilità di ritrovare una linea comune, magari a seguito del cambio del rettore dell'Unipg, lancia una sfida: "Sta a loro decidere se far rimanere l'università come un grande liceo o se trasformarla in un centro di ricerca importante. Io ho ricevuto offerte da altre università italiane, ma non verrà mai meno il mio impegno per questa struttura".

La ricerca

Il team guidato dal professor Crisanti, da anni in prima linea negli studi per la lotta alla malaria, è stato uno dei primi al mondo ad utilizzare la tecnologia gene drive per bloccare la capacità riproduttiva delle zanzare Anopheles Gambiae, responsabili della trasmissione della malaria nell'Africa sub-sahariana

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I risultati dello studio, oggetto di pubblicazione su Nature Biotechnology, dimostrano per la prima volta l’efficacia di questa tecnologia: i ricercatori sono riusciti a ottenere, in ambiente confinato, la totale eliminazione di popolazioni di zanzare dopo sole 7/11 generazioni, superando i problemi di resistenza che gli esperimenti precedenti avevano affrontato. La speranza ora è che tale successo possa essere presto replicato in natura attraverso il rilascio controllato di popolazioni di zanzare portatrici del gene drive allo scopo di ridurre le potenzialità riproduttive delle popolazioni autoctone, provocandone gradualmente il collasso.

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