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Incubo slot machine, gli amerini scommettono 16.500 euro al giorno

La prima commissione consiliare avvia i lavori per un regolamento di contrasto alla ludopatia. La presidente Dionisi: voce forte e univoca su questo tema

Il mostro della ludopatia allunga gli artigli anche sulle mura poligonali. I numeri di Amelia e degli amerini non sono da allarme rosso. Ma restituiscono lo stesso una situazione di allerta che ha spinto il consiglio comunale a rimboccarsi le maniche e ad avviare i lavori per scrivere un regolamento che tenti di arginare il fenomeno.

La situazione

Secondo i dati raccolti dal Gruppo Gedi nel progetto “L’Italia delle slot” soltanto nelle videolottery e nelle cosiddette “new slot” installate nelle attività di Amelia e del suo comprensorio (sono 54, divise in 48 Awp, che accettano solo monete e sono presenti anche in bar e tabaccherie, e 6 Vlt, che accettano anche banconote, sono presenti in locali dedicati e consentono giocate e vincite più alte, per una media di 4,5 apparecchi ogni mille abitanti) nel 2016 sono finiti poco più di 6 milioni di euro (6.028.000 euro) così divisi: 4,2 milioni nelle Awp e 2,1 milioni nelle Vlt. Una cifra considerevole pari a circa 16.500 euro al giorno rispetto ad una popolazione che sfiora i 12mila abitanti con un reddito medio pro-capite pari a 17.400 euro. C’è da dire che le giocate tra il 2015 ed il 2016 si sono ridotte passando da 543 a 527 euro a testa, così come è diminuito il numero di apparecchi presenti in città. Questo però non significa che la città dalle mura poligonali sia immune da un virus che spesso rischia di essere letale.

Le contromosse

L’ultimo consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo consigliare “Vivere Amelia”, che chiedeva all’amministrazione comunale di utilizzare tutti i possibili strumenti di contrasto al gioco d’azzardo. Così ha avuto il via la discussione in prima commissione consigliare che porterà alla redazione di un regolamento per il contrasto alla ludopatia. “Il gioco d’azzardo sta distruggendo intere famiglie, diventando sempre di più una vera e propria piaga sociale del nostro tempo. Una delle dipendenze più pericolose e comuni - spiega Claudia Dionisi, di Vivere Amelia e presidente della prima commissione consigliare - perché latenti e striscianti. La nostra richiesta è quella di redigere un regolamento, prendendo come modello quello redatto dal Comune di Gualdo Tadino, e di agire, con pugno duro, con decisione ed efficacia al fine di ridurre drasticamente gli episodi di gioco patologico, di garantire la salute dei cittadini e di tutelare la legalità nel territorio. È vero che nel nostro Stato il gioco è legalizzato, ma a volte il business che c’è dietro è poco chiaro. I lavori della commissione - conclude Dionisi - sono iniziati nel migliore dei modi: una voce forte e univoca su questo tema”.

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