LA STORIA - Lugnano, amministratori e volontari fanno i turni per ritirare i giornali e scongiurare la chiusura dell'edicola

Prosegue l'epopea di Giovanni e di sua figlia Giorgia per salvare l'unica edicola di Lugnano. Il distributore dei giornali, dopo varie interlocuzioni, ancora non passa per Lugnano. Così gli amministratori comunali e i volontari fanno i turni per ritirare i giornali all'alba.

L'epopea di Giovanni e sua figlia Giorgia, i due imprenditori che si sono "avventurati" nell'acquisto dell'edicola, l'unica, di Lugnano in Teverina, sembra davvero non avere fine. Questo è il secondo capitolo di una vicenda che abbiamo raccontato su Terni Today e che ha scosso un po' tutta la provincia fino ad arrivare sulla scrivania dell'assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, che ha promesso di impegnarsi per rendere lineare e sostenibile l'attività portata avanti da Giovanni e Giorgia. 

Ma del domani non c'è certezza e i conti vanno fatti oggi, con tutte le difficoltà generate dalla seconda ondata di pandemia, che si aggiungono a quelle logistiche che impongono ai due imprenditori di andarsi a prendere i giornali da esporre in edicola, ad Alviano, il punto più "vicino" stabilito per il ritiro. Siccome, poi, la sfortuna non viaggia mai da sola, Giovanni, supporto imprescindibile per la figlia Giorgia, per un periodo non potrà più muoversi quotidianamente per andare a prendere i giornali a causa di un intervento chirurgico alla spalla. 

La siutazione è oggettivamente critica. Va bene la tenacia ma gli eventi sembrano parlare chiaro a Giovanni e Giorgia che stavano serimente meditando a fare un passo indietro e abbandonare il progetto imprenditoriale. 

Amministratori e volontari fanno la staffetta per il ritiro dei giornali

In tutte le storie, che siano reali o di fantasia, c'è sempre un punto di svolta. Nella vicenda di Giovanni e Giorgia non è un lieto fine, che arriverà solamente con un intervento, quanto mai auspicato, della regione nei confronti del distributore, l'unico in tutta l'Umbria, che continua ad avere il coltello dalla parte del manico e fare il suo gioco fatto di bilanci e convenienze economiche. 

La soluzione attuale è una via intermedia, ma decisamente salvifica per le sorti dell'edicola. A idearla sono stati il sindaco di Lugnano, Gianluca Filiberti e il suo vice, Alessandro Dimiziani, che si sono messi a disposizione, insieme ad altri amministratori e volontari, facendo l'alzataccia, a turno, per ritirare i giornali ad Alviano. Una iniziativa singolare che ha consentito di fare quadrato attorno a Giovanni e Giorgia.

Insomma, se il distributore non va all'edicola, gli amministratori vanno dal distributore creando un cordone di solidarietà. "Non avevamo alternative percorribili nel breve termine per aiutare Giovanni e Giorgia - osserva il vice sindaco Dimiziani -. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di agire perché riteniamo che, al di là del sostegno alla piccola imprenditoria cittadina, sia di vitale importanza mantenere un presidio informativo proprio nel centro storico. Faremo di tutto per non isolare il nostro paese dal diritto all'informazione. Anche un po' di chilometri percorsi all'alba su una strada orrenda". 

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Il tema: la crisi dell'editoria e il diritto all'informazione nei piccoli centri

La storia di Giovanni e Giorgia è paradigmatica, perché racconta come la crisi dell'editoria tradizionale stia mettendo fuori gioco i piccoli centri, primi fra tutti a essere isolati dal diritto all'informazione. Il tema è molto delicato, soprattutto nei piccoli borghi, perché a comandare sono le logiche di revisione della spesa da parte dei distributori, in particolare laddove ci sia un monopolio (come in Umbria).

Da quanto si apprende, la regione sta cercando delle soluzioni che contemperino le esigenze dell'azienda di distribuzione e quelle della comunità lugnanese ma si tratta di una partita di scacchi complessa.

Per il momento c'è solo una certezza che proviene dalla buona volontà di persone che, per la loro comunità e il diritto all'informazione, si stanno attivando in prima persona. 

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