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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità

Da un'antica tipografia al design ecosostenibile: così 4 giovani di Terni hanno conquistato l'Europa in pochi mesi

L'azienda nata nel maggio scorso premiata dalla Commissione Ue tra gli "astri nascenti" del Nuovo Bauhaus europeo. Ecco la loro storia

Quattro ragazzi per una media di 27 anni di età, “ma solo perché uno del gruppo la alza con i suoi 33”. Esplosivi di idee e desiderosi di fare la propria parte per “salvare il pianeta”. Sono i 4 soci di MaterieUnite l’azienda che, nata a maggio, si trova catapultata da Terni a Bruxelles, dove la Commissione europea l'ha premiata come "astro nascente" del nuovo Bauhaus europeo, l’iniziativa creativa e interdisciplinare per progettare futuri modi di vivere nell'Ue, portando il Green Deal nel quotidiano.

A parlarci è Jacopo Cardinali, amministratore delegato e amministratore unico di MaterieUnite e curatore del progetto fin dagli albori, nel 2019. “Il progetto nasce nel 2019 come progetto di ricerca e sviluppo di una tipografia centenaria di Terni, in Umbria, Arti Grafiche Celoriche”, ci dice. “È una delle più storiche aziende artigianali del territorio che, circa 8 anni fa, con l’avvento del digitale e la transizione dall’analogico al digitale, soprattutto nella stampa, ha fatto investimenti in nuove tecnologie. Una di queste nuove tecnologie è quella che noi usiamo, il plotter da taglio a controllo numerico per la stampa digitale. Il primo contatto tra me e questa tipografia è stato nel 2017, per un Festival sull’artigianato che organizzavo in un palazzo storico di Terni dove c’era bisogno costruire un allestimento temporaneo. Noi, come progettisti del mondo della grafica e degli allestimenti, abbiamo messo a disposizione le nostre prime capacità lavorative e questa tipografia ha messo a disposizione il macchinario per dare vita all’allestimento.

E’ stata una esperienza stra-positiva e, due anni dopo, la tipografia mi ha ricontattato per chiedermi se fossi disponibile a organizzare e a gestire un gruppo di ricerca e sviluppo con l’obiettivo di creare un progetto che sfruttasse le capacità standard di quel macchinario nel mondo del design. Il tutto legato al mondo della sostenibilità”. Sì, perché, come si spiega nel sito web, i materiali che MaterieUnite utilizza sono, ad esempio, il cartone che è riciclabile e biodegradabile al 100%, composto per l’80% da pasta di carta ricilata e per il restante 20% da fibra vergine proveniente da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità ambientale dall'industria cartaria stessa. Il linoleum, un materiale composto da olio di lino, farina di legno, farina di sughero e pigmenti su juta naturale. Le cinghie: strisce di materiale, come tessuto, nylon, polipropilene. O gli scarti del marmo.

Sfida accettata, quindi.
“Io ho accettato la proposta della tipografia e ho lanciato una call a tutta la mia rete costruita nel tempo dell’Università. C’è stata una buona risposta. Alla fine si è avuta la selezione di 7 progettisti, 8 con me, che hanno dato vita nel ottobre  2019 al vero e proprio marchio MaterieUnite, con la prima linea di prodotti, uno studio dell’immagine coordinata e la partecipazione alla prima fiera il Torino Graphic Days del 2019. Siamo usciti come Business Unit della tipografia, Arti Grafiche Celoriche. Il progetto a quel punto ha preso corpo in una duplice veste: sia di partecipazione ad eventi legati al mondo del design, del progetto, sia a livello aziendale, cioè di vere e proprie commesse aziendali. Poi è arrivato il Covid, colpendo in modo particolare il mondo delle fiere e degli eventi”. 

E a quel punto? 
Non ci siamo lasciati abbattere. In questa fase il gruppo di progettazione si era già ridotto a 4. E abbiamo deciso di fare ricerca e di capire come usare questo momento di crisi per guardarci dentro, per strutturarci in modo più sostanzioso. Abbiamo dato il via alla progettazione dei prodotti interni, all’analisi sulla sostenibilità della azienda che ci ospitava. E poi sono arrivate commesse per negozi, aprendoci un canale di possibilità. A dispetto di quel che si può pensare, infatti, molti spazi commerciali hanno approfittato di quel periodo per rinnovarsi. Noi abbiamo colto al balzo questa possibilità e abbiamo fatto la progettazione dello spazio di un’enoteca che ci ha dato visibilità. Abbiamo fatto poi altri progetti, che ci hanno dato una sostenibilità economica, e siamo così arrivati a gennaio 2021, quando ci siamo chiesti se ci sentivamo pronti a camminare con le nostre gambe e ci siamo detti di sì. Alcune persone del mondo degli investimenti e delle start up ci hanno guidato nel percorso e il 12 maggio 2021 abbiamo aperto la start up innovativa”.

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Come vi siete organizzati nel lavoro e come sentite davanti al futuro? 
Crediamo molto nella tematica che affrontiamo, sia da un punto di vista pratico che etico. Noi svolgiamo progettazione con materiali e processi ecologici, più che ecosostenibili, e al di là del prodotto che tiriamo fuori è il messaggio che cerchiamo di veicolare. Sì, il nostro lavoro è duplice, si tratta di un servizio di prodotto e di divulgazione. L’altro punto di forza è il team di persone che siamo riusciti a creare. Al momento siamo una dinamite, siamo esplosivi. Cerchiamo di rispondere su tutti i fronti: commerciale, della progettazione, dell’organizzazione aziendale, della scrittura di progetti europei, della partecipazione a bandi regionali. A livello operativo il grosso lo sviluppiamo in 2, ma con le persone che ci aiutano a fare tutto arriviamo a quasi 6/7 persone. E sul futuro….sarebbe imprudente dire che non ce ne interessiamo, ma come tutti i momenti di crisi questo è un periodo di transizione. Noi cerchiamo di lavorare per sfruttare i momenti di pausa commerciale per migliorarci. Io sono molto ottimista: penso ci sarà un grande slancio alla fine di questa crisi. È l’unica via. 

E adesso siete tra i vincitori del Nuovo Bauhaus europeo? 
È stata una grandissima emozione. Siamo stati premiati nella Categoria Product and Lifestyle, sezione “Astri Nascenti” del Nuovo Bauhaus europeo. È un impulso potente per il nostro lavoro. Un riconoscimento su campo internazionale della nostra identità di creatori di design etico e resiliente. Adesso saremo parte del movimento creativo del New European Bauhaus. Vogliamo esserci, ora più che mai, per permettere alle nuove idee di fluire. Per progettare insieme futuri modi di vivere che siano belli, sostenibili ed inclusivi. Siamo già stati contattati da un ente di Monaco che ha visto il nostro progetto tra i finalisti del premio e ci ha chiamati a partecipare a un evento. Questo ci dà un respiro europeo e nel nostro progetto di crescita c’è la volontà di provare, una volta solidificato il progetto qui in Italia, a esportarlo fuori, per incarnare ancora di più la nostra filosofia di sostenibilità ambientale. Ad esempio, l’idea è quella di riuscire, se dovessimo trovare clienti all’estero, a produrre direttamente là, in loco, abbattendo i costi di trasporti e di Co2. Con un vantaggio economico per il cliente, ma, soprattutto, per l’ambiente. 

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