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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Giovane artista ‘uno degli ultimi alchimisti’: “Dipingo le emozioni provate trasmettendole a me stesso e a chi le osserva”

Il racconto di Matteo Imela in arte Maitiu: “Nella semplicità ricerco il piacere quotidiano, cercando di trovare le giuste soluzioni nei problemi”

Una passione sbocciata sei anni fa, scaturita in una serie di opere da far conoscere ed apprezzare. Il giovane Matteo Imela, artista contemporaneo, svolge la mansione di operatore sanitario. Dai 13 ai 21 anni ha avuto l’opportunità di cimentarsi nell’attività di animatore per poi conoscere una ragazza che è divenuta la sua attuale moglie. “All’età di ventiquattro anni, a tre mesi di distanza dal matrimonio, un grave quanto inatteso episodio, ha contrassegnato la quotidianità” esordisce alla nostra redazione di www.ternitoday.it. “Ricevetti un suggerimento da una parente di mia moglie. ‘Perché non ti metti a disegnare e sfoggiare tutta la tua creatività?’ Decisi pertanto di coglierlo al volo, iniziando così un nuovo percorso professionale”.

I colori scelti: “La volontà è stata quella di utilizzare il bianco e nero, con molteplici sfumature di grigio. Ho sempre cercato di trovare le soluzioni adeguate, nei problemi avvicendatisi nel tempo. Inoltre la passione per la manualità è stato un elemento contraddistinguente. Dipingo le emozioni provate trasmettendole a me stesso e chi osserva le opere create”.

Una prima curiosità: “Sto creando una chitarra con l’obiettivo di raccogliere e coagulare arte, musica e teatro. L’ho smontata tutta e vorrei trovare un musicista che la possa suonare, accompagnando il tutto da una poesia che coalizza tutti e tre i capostipiti. Combatto quotidianamente con materiali tipo sabbia, cemento ecco perché, in passato, qualcuno mi ha definito come uno degli ultimi alchimisti. Non importa il posto ma il prodotto finale. Sarebbe davvero bello che le persone riuscissero a basare la propria esistenza sul ricercare la bellezza delle piccole cose. Il bianco e nero – evocando i colori utilizzati – non rappresentano sempre bene o male. Nelle tonalità molteplici di grigio, trovo piacere in quello che faccio e quelle sfumature che ne conseguono. La situazione negativa mi ha dato la possibilità di parlare alle persone. Ho avuto l’opportunità di approcciarmi all’arte, agli artisti in generale vero patrimonio culturale della nostra nazione”.

Tra le ultime opere realizzate c’è una particolarità: “Ho infatti usato del profumo. Così tutti coloro i quali l’hanno potuta apprezzare hanno anche avvertito alcuni odori soavi. Fare del bene è molto difficile ma fare del male, purtroppo, è abbastanza semplice. Nella semplicità delle cose ricerco il piacere di vivere. Mi immergo nella tela, cercando di trovare la forza nell’arte. Prima dell’emergenza sanitaria dipingevo in mezzo alla gente. Facevo delle estemporanee, senza scopo di lucro, con la sola finalità di stare bene e far partecipare gli altri. Purtroppo la pandemia ha privato del contatto con il pubblico. Avevo acquistato anche una bici per andare al percorso del Nera e dipingere dal vivo, in mezzo al verde. Ora questa pratica è meno sviluppata poiché molte persone hanno paura. Ho portato le composizioni realizzate al professor Alvaro Caponi il quale m’ha spronato a proseguire. Con lui affronto la vita artistica, sviluppando anche diverse collaborazioni”.

Cosa rappresenta l’arte per Matteo: “Una terapia giornaliera. Al momento un hobby poi chissà! Negli ultimi tempi ho focalizzato l’attenzione sul cerchio o meglio spezzarlo, uscire dalla monotonia e fare qualcosa per sé stessi. Una ricerca continua che non deve essere rappresentata semplicemente l’ottenere un qualcosa di materiale”. Infine una speciale dedica: “Sono grato a mia moglie che mi supporta ogni giorno”.

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