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Gli “eroi” adesso vengono insultati, la denuncia dei medici ternani: aggressioni sui social

L’Ordine provinciale: atteggiamenti e commenti incresciosi contro guardia medica, operatori del 118 e del pronto soccorso, ma rispettiamo soltanto le direttive contro il contagio da Covid

“Ancora hanno paura di 37,5 gradi… Sono vestiti come Ufo”. È soltanto una delle ultime espressioni rilevate e denunciate dall’Ordine provinciale dei medici di Terni che denunciano “la presenza sui social network, in particolare in gruppi con tematiche locali, di atteggiamenti e commenti incresciosi nei confronti dei medici chirurghi nello svolgimento del loro operato. Alcuni di questi commenti sono alla stregua di vere e proprie aggressioni verbali, riportanti addirittura anche il nome del sanitario che ha prestato il servizio il quale, tra l’altro, avrebbe anche la possibilità di adire a vie legali”.

A spiegare quello che sta succedendo è una nota diffusa dal presidente, Giuseppe Donzelli, che – riportando l’ultimo episodio – sottolinea come “parole simili vengono spesso spese anche per altre realtà mediche, in particolare per gli altri ‘servizi di frontiera’ come 118 e pronto soccorso”.

“Come ordine dei medici chirurghi non abbiamo mai approvato il fatto di essere definiti eroi dagli organi di stampa, ma è tuttavia con grande rammarico che stiamo osservando il progressivo abbandono dell’apprezzamento e considerazione dell’impegno e del senso di dovere di tutti i sanitari, che è stato rapidamente e facilmente dimenticato in conseguenza forse anche del progressivo abbassamento dei livelli di guardia verso il Coronavirus”.

La denuncia diventa quindi occasione “per ricordare che l’emergenza sanitaria non è ancora terminata. Anzi, è proprio la scarsissima conoscenza di questo virus che non ci permette attualmente di poter affermare quando tutti saremo al sicuro. Pertanto, tutti i sanitari per proteggere anche voi ed evitare di essere loro stessi vettori del virus, devono proteggersi ed in particolare devono adottare tutti i protocolli previsti primi fra tutti il triage telefonico”.

“Vi esorto quindi – rilancia il dottor Donzelli - ad un’attiva e fattiva collaborazione, in primis rispettando tutte le direttive vigenti per il contenimento della diffusione del contagio e soprattutto, per la tutela della vostra salute e del personale medico e non che presta il suo operato”.

“È importante prestare massima collaborazione anche durante le operazioni, che ad alcuni potrebbero risultare superflue, di triage telefonico. Inoltre, in considerazione del difficile momento storico, chiedo altresì di giustificare anche eventuali episodi disorganizzativi o imprevisti che potrebbero verificarsi, al fine di evitare inutili e sterili polemiche che condurrebbero solo ad un inasprimento dei rapporti tra cittadini e sanitari”.

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