Mense scolastiche a Terni, Cosec :"Sciatteria e disorganizzazione nella gestione del servizio"

L'appello del comitato, rivolto ai genitori, a seguito delle richieste di ingiunzioni di pagamento :"Contattare perentoriamente l'Ufficio reclamando una chiara specifica di quanto richiesto"

mense scolastiche

"In questi giorni, numerose segnalazioni di genitori colpiti da ingiunzione di pagamento per il servizio di refezione scolastica, relativamente al triennio 2014-2017, sono giunte al nostro comitato - si legge in una nota diffusa dal Co.Sec. ovvero  il Comunicato Servizi Educativi Comunali - Molti di questi, pur nella certezza della propria buona fede, si domandavano se non fosse più comodo, dinanzi alla tenuità dell'importo e alle spiacevoli conseguenze in caso di mancata estinzione del debito, saldare il non dovuto.

Un ragionamento che, seppur non condivisibile, è certamente comprensibile per chiunque abbia dei figli e sappia cosa voglia dire, dover dedicare il proprio tempo ad affrontare ricerche disperate, code interminabili e inefficienze amministrative. Tutto ciò è il frutto di una scellerata gestione del servizio protrattasi per anni, contro la quale ci siamo da sempre battuti, e che ancora una volta rischia di ricadere in toto sulle spalle dell'utenza.

Mesi e mesi di mancati invii di bollettini da parte dell'Ufficio Scolastico, si sono accompagnati nel tempo ad immense bolle di debito create ad arte e che, nonostante i proclami elettoralistici, non sono di certo i responsabili che stanno pagando.

Tutt'altro: parte di quegli stessi responsabili siedono a tutt'oggi all'interno degli uffici amministrativi e, senza che vi siano stati cambi di ruolo o inversioni di tendenza, continuano ad essere i “cattivi” esecutori delle politiche, tanto di ieri che di oggi.

Sia ben chiaro: il riordino dei pagamenti e la riscossione degli stessi sono un atto dovuto - sottolineano dal Co.Sec - che andava eseguito a tempo debito, quando flotte di genitori si presentavano agli uffici competenti chiedendo lumi sul mancato invio dei bollettini, proprio perché volevano evitare di vedersi recapitare ingiunzioni con cifre esorbitanti.

Certo, la puntualità con la quale l'attuale amministrazione ha richiesto al fotofinish tali pagamenti è stata commovente: pochi giorni ancora e ciò non sarebbe stato più possibile; ma ciò si addice al nuovo ruolo di “cercatori d'oro” con cui sono chiamati a muoversi e che, soprattutto per quello che riguarda i servizi per l'infanzia, nessuno pare per ora voler contraddire.

Se dunque la scelta di riscuotere può quanto meno avere un senso o una giustezza di fondo, pur nella totale assenza di prospettive politiche per i servizi dell'infanzia, quello che infastidisce notevolmente è la sciatteria e la disorganizzazione con cui, ancora una volta, l'Ufficio Scolastico ha gestito tale operazione.

Invitiamo dunque tutti i genitori che abbiano ricevuto tali ingiunzioni di pagamento, a contattare perentoriamente l'Ufficio Scolastico reclamando una chiara specifica di quanto richiesto e a verificare attentamente, indipendentemente dall'importo, la veridicità dello stesso; non sarà di certo l'utenza dei servizi per l'infanzia a pagare i debiti che ci sovrastano. Un altro punto a segno nella missione di disamoramento verso i servizi che ormai da troppi anni continua a protrarsi, al solo scopo di saccheggiare l'utenza senza restituirle nulla.

La scandalosa gestione del servizio di refezione scolastica degli anni passati, sotto tutti i punti di vista, ha portato a un decremento delle iscrizioni ed a un forte calo della fiducia da parte dell'utenza.

L'istituzione del Comitato Mensa Cittadino e l'avvio della rimodulazione delle fasce Isee e di riscossione, sono gli unici strumenti che possono permettere di ricucire un idoneo rapporto tra amministrazione, utenza e gestore; sempre che non sia abbia intenzione di continuare a considerare le famiglie quali mero fondo cassa.

In ultimo, dinanzi all'incremento del numero di famiglie che chiedono di poter usufruire del “pasto da casa”, che ricordiamo è a tutt'oggi un diritto e non certo un capriccio, si continua a denotare un gioco allo scaricabarile da parte dell'amministrazione, che continua a rinviare ogni singola decisione alla volontà del rispettivo Dirigente Scolastico. Capiamo che la paura di un'ipotetica richiesta risarcitoria da parte dell'attuale gestore del servizio non sia cosa da poco conto, ma non certo un comportamento codardo può servire a risolvere il problema che, anzi, se affrontato senza il confronto e con decisioni univocamente condivise da tutti i soggetti coinvolti, rischia di trasformarsi in una vera e propria “class action”

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