Mentre 'Mi Rifiuto' pulisce il Nera, gli incivili inquinano Piedimonte

La campagna come discarica a cielo aperto. Armadi, macchinette del caffè, trasportini per gatti e chi più ne ha più ne metta. Ma non è più scontato ciò che è riemerso dal fiume Nera tra biciclette e coclomotori

La campagna come discarica a cielo aperto. Quel è il miglior posto per buttare la spazzatura? Ovvio! I campi incontaminati che circondano la città. Del resto, quando uno può buttarla a casa sua, usufruendo della raccolta porta a porta effettuata dall'Asm, perché deve rinunciare a trovare un bel posto dove scaricare tutto?

La zona è quella di Piedimonte. Facendo un giro si ha l'imbarazzo della scelta. C'è un armadio, dei pezzi di una macchinetta del caffè, sfalci, lavandini, trasportini per i gatti, sacchi neri, sacchi verdi e sacchi blu. Ma ancora qualche sacchetto take away del celebre fast food americano disseminati per la strada e poco più su, perché sporcare in un solo punto è peccato, i bicchieri vuoti, scatole e poco più in là ancora i pacchi degli hamburger.

Neanche a starlo a sottolineare dove si trovano i rifiuti più ingombranti ci sei dei bei cartelli affissi dal Comune con su scritto "Dimostriamo la nostra civiltà. È vietato gettare i rifiuti a terra". La risposta degli incivibili? Un mobile ribaltato.

Altro punto altro cartello. "Divieto di scarico. I trasgressori saranno puniti a norma di legge". E sotto un altro che recita: "Attenzione. Area sottoosta a videosorveglianza per ragioni di sicurezza". E sotto un lavandino. 

La situazione è questa da anni, rifiuti di ogni tipo 'adagiati' sotto questo cartello. Anche se qualcuno avesse il dubbio dell'effettiva presenza della telecamera, li getterebbe lo stesso. Tanto è sempre stato così e se nessuno provvederà a fare qualcosa la situazione sempre questa rimarra.

Il gruppo dei volontari di 'Mi Rifiuto' si impegnano per ripulire tanti punti della città cercando di salvare il più possibile le aree verdi. Ieri pomeriggio, sabato 1 settembre, hanno ripulito oltre al Parco le Grazie, l'alveo del fiume Nera. 

'Sarà pure una goccia nel mare", hanno commentato. Ma in quello che hanno tirato fuori c'è dell'incredibile. All'appello 6 biciclette, due carcasse di ciclo motori, un carrello della spesa e due water. Non è stata un'impresa semplice.

Per le operazioni sono stati aiutati dagli uomini e dalle donne del gruppo grotte "Pipistrelli" del CAI che si sono letteralmente calati nel fiume. Partiti dal carrello e due biciclette il bottino, come detto, è notevolmente aumentato. Ma ovviamente le cose recuperate non solo solo quelle di grandi dimensioni, ma anche un bel po' di bracciali e un telefono. Il tutto è stato preso in carica dal nucleo vigilanza ambientale della Polizia locale, come sempre presente durante le operazionidi recupero organizzate dal gruppo, insieme all'Asm che si preoccupa di portare via i rifiuti recuperati.

"Abbiamo avuto il piacere di avere la presenza del neo assessore all'ambiente del comune di Terni, Benedetta Salvati, e della consigliera comunale Giulia Silvani, per testimoniarci ancora una volta la vicinanza delle istituzioni con le quali portiamo avanti parallelamente un percorso di riscoperta dei valori legati all'ambiente", hanno detto entusiasti.

"Ad ogni nuovo reperto estratto - hanno raccontato - cresceva lo stupore per quanto materiale potesse trovarsi in quella piccola porzione di fiume e parallelamente l'indignazione per una forma di abbandono, per altro inspiegabile, tra le più dannose! Colpire ed inquinare le acque equivale a colpire la sostanza primaria senza la quale il genere umano non potrebbe esistere su questo pianeta! Continueremo ad agire perché tutto ciò abbia fine, continuando a coinvolgere ogni volta tutti i soggetti che potranno e vorranno contribuire alla causa!"

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