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Terni, la storia della Moresca approda in città: “Mettere in discussione il sistema in cui viviamo attraverso lo studio di culture popolari”

La presentazione del libro curato da Ciandrha Lorenzetti nella sala della biblioteca comunale

Un rituale alquanto speciale, analizzato in modo approfondito da una giovane autrice. Il libro “Moresca. Storia sociale di una danza armata” edito dalla casa editrice Il Formichiere è stato presentato ieri, venerdì 24 maggio, nella sala della biblioteca comunale alla presenza dello storico Marco Venanzi e di Ciandrha Lorenzetti che ne ha curato tutti i dettagli. Il testo ripercorre le vicende storiche ed antropologiche di questa danza, focalizzando l’attenzione sull’area della Sabina.

A fornire alcuni preziosi dettagli lo storico Marco Venanzi dedicatosi all’introduzione del libro: “Attraverso studi di questa tipologia – ha esordito – è possibile mettere in discussione il sistema in cui viviamo. Lo studio di culture popolari vicine alla nostra città serve proprio per questo. Presentare un libro del genere a Terni rappresenta una provocazione, sotto certi punti di vista. La riscoperta del rito, la cultura subalterna ed altri elementi preponderanti come musica, danza e storia”.

I luoghi in cui l’autrice si concentra: “A Contigliano e Rivodutri, ad esempio, è rimasta forte la presenza della Moresca. Si associa alla lotta tra i Mori ed i cristiani e la Sabina, come terra, offre molteplici spunti. Il libro parla di folklore – ha specificato lo storico – pur non essendo folkloristico. Ci sono dei passaggi interessanti che riguardano anche il nostro territorio, soprattutto a partire dagli anni settanta.”

La parola dunque è passata alla protagonista ossia Ciandrha Lorenzetti che ha inaugurato il suo intervento rivolgendosi ai presenti: “Vi porto a fare un giro da un paese all’altro”. In effetti sono diversi i luoghi menzionati, tutti appartenenti all’area della Sabina. Ne aveva citati due in precedenza lo storico Venanzi. Si parla anche di Paganico e Cicolano nel testo: “L’argomento è stato oggetto della mia tesi. Ho cercato di raccogliere informazioni, partendo dal paese di origine della sottoscritta ossia Contigliano”. La scelta così particolare: “Dettata anche dalle radici, per metà salentine ed il desiderio di riscoprirle”.

La diffusione: “Tra il 14° e 18° secolo con la possibilità di trovare diverse tracce di autori che ne parlarono diffusamente. Nel corso del 15° secolo divenne colta e da lì iniziò una fase cortese portando con sé dei cambiamenti a livello di interpretazione”. Secondo uno studio citato sono 1257 le località e 31 i paesi dove si celebrano feste con il dualismo tra Mori e cristiani. “L’ultima messa in scena risale al 2015 a Contigliano”. Prima della chiusura della presentazione è stato possibile ascoltare una melodia a cura di Musicalia.  

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