L'assessore Morroni (FI) attaccato dai cacciatori e del consigliere regionale Mancini (Lega)

Anche il consigliere della Lega, Valerio Mancini, affonda sulle scelte ritenute inefficaci del vicepresidente della giunta Morroni relative al rilascio provvisorio dei tesserini venatori: “Cacciatori inascoltati”.

Un duro attacco a Morroni, dopo l’invettiva di politica e personale del segretario della Lega Umbria, Virginio Caparvi, arriva dal consigliere regionale del carroccio Valerio Mancini.

La critica mossa, su cui sta facendo perno come uno grimaldello tutta la polemica politica e amministrativa, è relativa al rilascio dei tesserini provvisori per i cacciatori umrbi, che rischia di destabilizzare la stagione venatoria. Secondo il consigliere leghista non si sarebbe fatto abbastanza per la caccia: “Più volte – spiega Mancini in un post su Facebook – i cacciatori hanno a più riprese chiesto condivisione ma sono rimasti inascoltati”.

Le difficoltà del comparto venatorio

La situazione, come riportato dal presidente regionale di Libera caccia, Lando Loretoni, è molto delicata e rischia di esplodere. Le associazioni venatorie, per due volte, sono state costrette a inviare ai propri associati circa 23mila tesserini provvisori ad altrettanti cacciatori.

Probabilmente a novembre, qualora non arrivasse il tesserino definitivo, potrebbe esserci una terza consegna che metterebbe in crisi tutto il comparto organizzativo degli enti.

Mancini: "La caccia è un'attività identitaria del nostro territorio"

Una preoccupazione della quale si fa portavoce il consigliere Mancini che riporta il dibattito anche su un fronte identitario: “Ho sempre ritenuto – sottolinea il consigliere leghista – che l’attività venatoria fosse una tradizione da preservare a tutela dell’ambiente e anche dell’agricolutra. Per questo motivo – osserva – sono stato al fianco dei cacciatori tenendo in considerazione le loro battaglie che provenivano dalle loro associazioni che abbiamo rappresentato in commissione”.

Infine l’attacco non troppo velato all’assessore Morroni: “I tanti errori commessi, siano un punto dal quale ripartire per fare meglio: dal prelievo in deroga alla gestione della specie cinghiale, ai tesserini venatori.

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I cacciatori meritano rispetto: pagano una licenza e non possono essere continuamente vessati”.

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