Movida e tavoli all'aperto, a Terni boom di richieste per estendere l'occupazione del suolo pubblico

Circa un centinaio di domande sono già arrivate in Comune e c'è ancora tempo per presentare richiesta. La tendenza di quest'estate è quella di un centro sempre più pedonalizzato

C'è un vero e proprio boom di richieste per i tavoli all'esterno dei locali della città. Fino a ieri, venerdì, sono state già circa 80 le richieste per estendere l’occupazione del suolo pubblico giunte a palazzo Spada da parte degli operatori commerciali che hanno subito colto al volo la possibilità di ottenere un’ulteriore occupazione maggiorata e soprattutto gratuita fino al doppio rispetto all’anno precedente.

Un numero destinato peraltro a crescere e a superare ampiamente le cento unità dal momento che per le domande c’è tempo fino al 31 ottobre. I pesanti danni economici dovuti al lockdown e le regole che obbligano per tutta l’estate a mantenere il distanziamento sociale, hanno spinto molte attività commerciali a ingegnarsi anche grazie al pacchetto di misure che il Comune di Terni sta per varare in aiuto della ripresa, tra cui l’ampliamento dell’orario di apertura e chiusura e anche della musica.

L’obiettivo è quello di portare più gente possibile in centro, tra i negozi, e quindi di realizzare una visione di città sempre più ‘pedonalizzata’. Una parte notevole la giocherà senza dubbio la gratuità a partire dalle 17.30 delle strisce blu il giovedì e il venerdì, con orario che diventa ‘h24’ il sabato e la domenica.

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“Questa estate - spiega l’assessore alla mobilità, Leonardo Bordoni - sarà caratterizzata da formule studiate per fronteggiare l’emergenza economica da Covid però per noi, ma anche per gli stessi commercianti, rappresenta in un certo senso una fase sperimentale che, se centrerà l’obiettivo di creare flussi nelle vie, potrebbe diventare la ricetta fissa delle estati ternane. In più – aggiunge - si sta pensando anche al cosiddetto ‘sbaracco’, ovvero un sistema molto tipico delle città turistiche dove anche negozi come l’abbigliamento o la gastronomia, posizionano le merci al di fuori delle mura della propria attività”.

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