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Museo delle armi, tra processi e sequestri ora servono 10 milioni: commissione sul posto

Sopralluogo dell’assemblea del Comune negli spazi in disuso del Mialt, adiacenti l’ex Fabbrica d’Armi. Dominici (FI): "Diventi anche meta turistica"

Serve riallacciare i fili con il Demanio e soprattutto trovare dieci milioni di euro. Si ritrova davanti a questa doppia sfida la vicenda che riguarda il Museo Internazionale delle Armi Leggere di Terni, adiacente l’ex Fabbrica d’Armi. Lunedì mattina la seconda commissione consiliare della presidente Rita Pepegna ha effettuato un sopralluogo sulla struttura, dando seguito all’atto di indirizzo presentato dalla consigliera Doriana Musacchi del gruppo misto. 

L’obiettivo è rilanciare la struttura che potrebbe ospitare il museo: struttura che venne acquistata dal Comune dal sindaco Ciaurro, finendo poi però oggetto di un sequestro per via di una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto alcuni esponenti del ministero. Ora c’è stato il dissequestro, ma il passaggio dal Demanio al Comune non sarebbe stato aggiornato. Su questo fronte, l’assessore al Patrimonio Orlando Masselli ha concluso l’incontro promettendo che verranno riattivate le interlocuzioni in quella direzione. Resta poi il problema del reperire una cifra intorno ai dieci milioni di euro per sistemare gli spazi. Sfida non certo semplice. 

“Registriamo con favore l’interessamento del Comune  - spiega il colonnello Riso Benigno, presidente dell’associazione Museo - nella speranza che la soluzione arrivi il prima possibile”. “Grazie al lavoro dei tecnici comunali e dopo il sopralluogo con la commissione - spiega Lucia Dominici, consigliere comunale di Forza Italia - finalmente la vicenda è più chiara. Non si discute sul fatto che il museo potrebbe diventare una delle attrazioni turistiche più rilevanti del nostro territorio, se pensato anche a sistema con il turismo della cascata delle Marmore. La strada tuttavia è ancora lunga e ci scontriamo con un decennio di immobilismo che sicuramente non ha fatto bene alla causa”.

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