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Le bandiere del Touring club italiano non sventolano sul Ternano

Sono dieci i borghi umbri “certificati”, ma nessuno del territorio provinciale. Ecco quali sono le “perle” del Perugino

Portare a casa la bandiera arancione del Touring club italiano non è cosa semplice. Spiega infatti l’associazione che “su oltre 3.200 candidature analizzate in questi 23 anni, solo l’8% ha ottenuto il riconoscimento. Inoltre, attraverso piani di miglioramento ad hoc” il Touring club italiano “accompagna i territori verso l’innalzamento della qualità dell’offerta: 46 Comuni (circa il 18% dei certificati) hanno ricevuto la bandiera arancione in seconda istanza, dopo aver attuato i suggerimenti ricevuti”. E però, la bandiera arancione “porta benefici reali e tangibili (+ 45% arrivi e + 83% di strutture ricettive in media, dall’anno di assegnazione) e supporta un vero e proprio circolo virtuoso: i dati raccolti restituiscono un quadro estremamente positivo, in molti casi in controtendenza rispetto al resto del Paese”. Insomma, sarebbe uno strumento importante per tenere la barra dritta sulla via della promozione turistica del territorio.

Eppure, nessun comune del Ternano rientra tra le località certificate dal Touring club italiano, nemmeno dopo le 262 nuove assegnazioni di questo 2021. Ci sono sì dieci borghi umbri. Ma nessuno è della provincia di Terni.

Nell’elenco infatti compaiono Bevagna, Città della Pieve, Montefalco, Montone, Norcia, Panicale, Spello, Trevi e Vallo di Nera, alle quali si aggiunge Nocera Umbra.

La bandiera arancione, spiega il Touring club, “è pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita: viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità. Il marchio ha una validità temporanea: ogni tre anni i Comuni devono ripresentare la candidatura ed essere sottoposti all’analisi del Tci che verifica la sussistenza degli standard previsti e garantisce così ai viaggiatori un costante monitoraggio della qualità dell’offerta turistica e alle amministrazioni uno stimolo al miglioramento continuo”.

Il riconoscimento è insomma una garanzia di qualità e infatti, “nonostante il crollo mondiale del turismo nell’ultimo anno e mezzo, per il 66% dei comuni bandiera arancione – spiega il Touring club - la stagione estiva 2020 è stata in linea e, in molti casi, meglio dell’anno precedente. E anche per l’estate 2021 le previsioni sono molto promettenti e i borghi, che sanno essere laboratori di innovazione, sapranno rispondere in modo ospitale e creativo, accogliendo i viaggiatori - principalmente italiani - che li visiteranno”.

Sarà per il prossimo anno. Speriamo.

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