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Sfuma l’idea del drive-in a Terni: “Proposta seria ma eccessivamente costosa”

L’unica proposta arrivata a palazzo Spada era da parte di una società di Roma. In un primo momento si era ipotizzato di realizzare l'iniziativa allo Staino

L’idea era senz’altro suggestiva, soprattutto di questi tempi. Nell’impossibilità di riaprire i cinema, almeno per i prossimi mesi, a causa delle norme riguardanti il distanziamento sociale da mantenere anche dopo la fase emergenziale, da più parti si era parlato di rispolverare il vecchio drive-in. Guardare un film direttamente dalla propria auto, offrendo ai ternani una possibilità un po' vintage ma comunque affascinante, poteva rappresentare una proposta da non sottovalutare, soprattutto di questi tempi.
Tanto che l’argomento è al centro di un progetto dell’Enac (Ente Nazionale Esercenti Cinema), a cui avevano aderito anche diversi Comuni umbri, tra cui Terni, che aveva già ipotizzato di organizzare il drive-in allo Staino.

Ma, a quanto pare, i costi sono a dir poco proibitivi, almeno per il nostro Comune, già in una situazione complicata da un punto di vista finanziario.
E così, a Terni, non ci sarà nessun drive-in, nonostante le interlocuzioni e i tentativi di trovare una quadra. “Ci è arrivata una sola proposta – afferma l’assessore alla cultura Andrea Giuli – da una società specializzata di Roma. Una proposta senz’altro seria e articolata ma che prevede un costo eccessivo per le casse comunali: se i soldi non ci sono, non ci sono”.

Tale proposta, infatti, prevedeva una serie significativa di facilities per la ditta: la corrente elettrica sarebbe stata a carico del Comune, era richiesto l’annullamento o una significativa riduzione dei costi relativi all’occupazione del suolo pubblico, lo spegnimento della pubblica illuminazione. “Questi aspetti potevano anche essere affrontati – continua Giuli -. Gli uffici tecnici, nella fase di studio, avevano individuato lo Staino quale area in cui realizzare il drive-in. Ma è stata la spesa chiesta oltra a queste agevolazioni che ci ha fatto capire che non potevamo sposare l’iniziativa”. Il costo, infatti si aggira intorno ai 20mila euro per un mese di programmazione e attività. Troppo, soprattutto in questo momento così complesso. Si passeranno al vaglio altre opportunità per animare un’estate che, sicuramente, sarà diversa da tutte le altre.

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